domenica 16 giugno 2019

Quando un amore finisce: addio Scherlock

Me lo ricordavo diverso, molto più intrigante e intressante. Non so se ero io ad essere molto più ingenua e molto meno esigente ai tempi della mia prima lettura o se questa volta la mia lettura é stata in qualche modo compromessa.

Quel che è certo è che sono passati diversi anni dal mio primo approccio a Scherlock Holmes. Allora ero alle medie e l’ho letto in italiano, ora l’ho riletto in inglese e sono passati più di venticinque anni da allora… fa un po’ impressione scriverlo.
Tra l’altro mi sto chiedendo se la traduzione che mi era capitata tra le mani fosse stata in qualche modo censurata perché lo Scherlock cocainomane è stata per me una sorpresa alquanto scioccante.

Dopo il recente ritrovamento di Agatha Christie, che tanto mi ha fatto piacere rispolverare, ho preso in mano questa raccolta di racconti con il sorriso sulle labbra aspettandomi un analogo divertimento. Purtroppo le mie aspettative sono state deluse. Dopo aver letto i primi due racconti, ho iniziato ad annoiarmi terribilmente.
Va bene la ripetitivitá stilistica, il comfort di ritrovare un modulo familiare, ma quando dodici racconti si ripetono in successione perpetando non solo la stessa struttura, ma anche le stesse identiche formule stilistiche e le stesse trame, con differenze talmente minime che viene da chiedersi se l’autore si sia preoccupato di cambiare solamente i nomi di persone e luoghi, per quanto mi riguarda é un po’ troppo.

Mi dispiaceva ammetterlo, come quando ti dispiace dover ammettere di esserti sbagliata su un antico amore, ma a volte bisogna farsi coraggio per uscire da situazioni stagnanti.

Nonostante tutto ho portato a termine la lettura per senso del dovere e per non dovermi rimproverare di non avergli dato un’altra possibilitá.

Devo a malincuore annunciare che la mia relazione di vecchia data con Scherlock Holmes é ufficialmente chiusa.

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