mercoledì 17 ottobre 2018

A caccia di readers


L’Inghilterra mi sta regalando anche l’esperienza di essere una lettrice clandestina. Già, i casi della vita mi hanno portata a lavorare in un ambiente, anzi due a dire il vero, in cui il libro è guardato con sospetto e essere un reader è un marchio se non di infamia, di eccentricità e alienazione.


È una situazione del tutto nuova per me. Normalmente mi mette molta tristezza ma ultimamente ho scovato altre due lettrici in incognito e si è riacceso un barlume di speranza e un pizzico di brivido da clan segreto.
Una legge al buio nella sala pranzo la mattina presto, mentre sorseggia la sua tazza di the prima di mettersi al lavoro; l’altra si concede una pausa pranzo solitaria per godersi il suo libro.
Io al momento sono ancora combattuta tra il bisogno di socializzare e quello di una conversazione più interessante.
Eh sì perché gli argomenti più gettoni della pausa pranzo sono le serie Netflix (psss.. non ce l’ho, io, ma non ditelo a nessuno) vari programmi tv e qualche rara scorribanda nel royal gossip.
“Hai sentito che Meghan aspetta un bambino?”
“Che bello! Meghan in Account o Supply?”
... faccia inorridita... Meghan Markle, la duchessa di...
Faccia stranita, la mia, questa volta,... almeno ho la scusa di essere italiana...



Comunque, in questo clima di clandestinità e cospirazione, sto cercando di portare avanti le mie letture.
Spesso ho un libro nascosto nel quaderno degli appunti e ne leggo qualche riga quando ne ho l’occasione.
Si procede lentamente e con cautela, ma forse, tra non molto potrò finalmente tornare a recensire qualcosa.


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