domenica 18 marzo 2018

Olive Kitteridge - Elizabeth Strout

Perché mi piace Elizabeth Strout? 
Perché racconta la vita vera, quella quotidiana, quella di tutti, quella ordinaria per dirla con le sue parole.

"I am an ordinary person. And the people I know, and have known all my life, are ordinary people. And by this, I mean: they are just living their lives: losing their keys, having lunch, worrying about their kids, worrying about money, or planning a vacation."
(Da un'intervista letta sul sito di Penguin Books)

Racconta di situazioni (e emozioni) in cui tutti ci siamo trovati, ci troveremo o potremmo trovarci.
In Olive Kitteridge racconta di matrimoni che durano nonostante le difficoltà, di quelli che finiscono a causa di un tradimento o di quelli che si salvano proprio grazie a questo tradimento.
racconta di figli che sposano mogli "sbagliate", di rapporti madre-figli fraintesi e malvissuti, di malattie improvvise che ti sottraggono il sostegno di una vita, o di quelle lunghe ed estenuanti.

Tutto questo viene raccontato con naturalezza e spontaneità. le vite ordinarie tali rimangono, non si elevano solo per il fatto di essere dette.
Seguiamo i personaggi nelle fasi cruciali della loro vita adulta: lavoro, matrimonio, figli, vecchiaia.
Nessun punto di vista risulta predominante, non c'è un giusto o uno sbagliato in assoluto. Ci sono scelte, o tentativi.
Ci sono modalità diverse di approcciarsi ai casi della vita.

Non voglio sbilanciarmi troppo, e io per prima prendo questa mia espressione con le pinze, ma mi azzarderei a dire che è quasi una Jane Austen moderna.
Anche Jane racconta la vita quotidiana, rappresentandola quasi visivamente, non lasciando spazio a divagazioni pseudo-psicologiche, flusso di coscienza, dietrologie, tanto care a buona parte della letteratura dal Novecento in poi.

Ecco, ora che l'ho scritto, mi sono già pentita di questo paragone, se non altro perché non trovo altre somiglianze, ma mi vengono in mente tutte le mancanze.
Le manca l'ironia sottile di Jane, la prosa pacata e impeccabile, l'universalità, il genio,... e probabilmente l'aura di fascino data dal passato (e da i quei lunghi abiti in mussolina).

Ma non fraintendetemi, è una scrittrice che vale davvero la pena leggere e che si è guadagnata un posto stabile sul mio comodino.

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