venerdì 26 gennaio 2018

My name is Lucy Burton - Elizabeth Strout

I rapporti madre- figlia sono spesso complicati, è cosa nota.
Quando poi cresci in una famiglia talmente povera da dover vivere in un garage nel bel mezzo dei campi di mais di una polverosa e sperduta cittadina dell'Illinois, con un padre reduce dalla guerra del Vietnam che l'ha segnato profondamente e una madre di poche, pochissime parole e, se non forse incapace di amare, sicuramente incapace di dirlo quell'amore, le cose si complicano ulteriormente.
Se poi tu ti ritrovi ad essere la figlia che ce l'ha fatta, che è riuscita ad andare via da quel posto, da quella casa, che è andata al college, ha trovato un marito, costruito una famiglia "normale", si è trasferita nella scintillante New York dove ha un lavoro che le consente di essere non solo benestante, ma addirittura famosa, be' sei condannata a interrogarti per sempre su quel rapporto.
 Soprattutto quando diventi anche tu madre, di due figlie femmine.

Capita poi che sei costretta in un letto d'ospedale per cinque lunghe settimane, tuo marito cerca di mandare avanti la casa e di prendersi cura delle tue bambine, e viene a trovarti raramente. All'improvviso si materializza ai piedi del tuo letto d'ospedale tua madre. Quella madre che non vedevi più da quando te ne sei andata di casa, che non ha mai conosciuto le tue figlie, con cui non hai alcun rapporto. Eppure è lì e ti chiama con il tuo soprannome di bambina. Non ti chiede niente di te, della tua famiglia, del tuo lavoro e nemmeno della tua salute. Non ti racconta nulla di tuo padre o dei tuoi fratelli.
Semplicemente c'è.
E come si riempie il silenzio di una camera d'ospedale?
Con quelli che sembrano pettegolezzi e aneddoti, ma sono tante storie di madri e figlie.

E all'improvviso come è arrivata, riparte. Lasciandoti mille domande su di te, su di lei, sulla tua famiglia e sul tuo matrimonio.

Una scrittura semplice, asciutta, immediata. Il sentimento rappresentato da fatti, raccontato per episodi. Niente sbrodolamenti, la realtà così com'è, nuda e cruda senza ricami, scuse e paraventi.
Spesso quando si rivà indietro con la memoria ai ricordi di infanzia è facile idealizzare, cadere in una visione romantica e trasfigurare anche il brutto è il cattivo, qui non succede. Quello che era brutto e sbagliato tale rimane.

Che io abbia trovato un'autrice contemporanea che mi piace? Certo è che ora ho voglia di scoprirla questa Elizabeth Strout!


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