domenica 26 febbraio 2017

Il peso della farfalla - Erri De Luca

Più che un libro una poesia. La voce narrante di Erri De Luca è sempre molto ammaliante, sospende il tempo e ti porta in una dimensione a metà tra sogno e realtà pur restando sempre molto concreta.
Non ci sono voli pindarici o sproloqui pseudo psicoanalitici, come in buona parte della letteratura contemporanea, ma fatti, oggetti concreti e racconti di esperienze di vita.
Qui troviamo a confrontarsi mondo umano e mondo animale, l'eterna lotta tra uomo e natura.
Da una parte c'è un uomo, anziano, un cacciatore di frodo, arrivato ormai alla fine della sua  carriera; è un uomo solitario che vive in una capanna nel bosco e limita i contatti con la società civile al minimo indispensabile per la sopravvivenza. Dall'altra parte c'è un camoscio, il re dei camosci. 
I due si assomigliano in un certo modo: anche il re dei camosci è un solitario, non vive nel branco dai cui membri è temuto e rispettato, ma non amato. 
L'uomo uccise la madre del camoscio quando lui era ancora un cucciolo e da allora i due si spiano e si seguono.
Li incontriamo quando sono entrambi arrivati al capolinea: è l'ora della resa dei conti.

"Le bestie stanno nel tempo come vino in bottiglia, pronto a uscire. Le bestie sanno il tempo in tempo, quando serve saperlo. Pensarci prima è rovina di uomini e non prepara alla prontezza."

Erri De Luca, Il peso della farfalla, Feltrinelli, Milano 2015.

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