martedì 1 marzo 2016

Libri per ragazzi? Il giardino segreto e Pippi Calzelunghe

C'è tutta una parte della narrativa che viene classificata sotto il nome di "letteratura per l'infanzia" o "narrativa per ragazzi"; sotto quest'etichetta troviamo grandi classici come Pinocchio, Robinson Crusoe, L'isola del tesoro, Il giro del mondo in 80 giorni, Alice nel paese delle meraviglie
Huckelberry Finn, e anche Il giardino segreto e Pippi Calzelunghe, di cui vi voglio parlare oggi.

Sono due libri molto diversi tra di loro, ma hanno in comune una cosa: in entrambi la protagonista è una ragazzina molto determinata, a suo modo particolare e che vive senza i genitori. Qui finiscono le analogie perché poi le storie, l'atmosfera e gli intenti dei due romanzi sono completamente diversi.

Incontriamo Mary Lennox in un'afosa mattina indiana mentre strepita contro i domestici perché le mandino la sua ayah (la sua governante) perché la aiuti a vestirsi e le prepari la colazione. Peccato che la povera donna nella notte sia morta di colera, una terribile epidemia che ha colpito la casa in cui Mary vive e che ucciderà anche i suoi genitori lasciando la bambina orfana e dando inizio alla sua nuova vita in Inghilterra dove verrà spedita presso un vecchio zio, unico parente della piccola.   
"Quando Mary Lennox arrivò in Inghilterra per andare a vivere con suo zio nel castello di Misselthwaite, tutti quello che la videro pensarono: 'Che bambina brutta e antipatica!'. Avevano ragione." Quello che rende Mary antipatica è "la sua espressione arrogante e sempre malcontenta, la sua capacità di non sorridere mai a nessuno." Mary è "figlia di un alto funzionario del governo inglese, sempre molto occupato con i suoi affari e sempre malato, e di una bellissima signora che teneva più ai suoi vestiti e alle sue feste che alla sua bambina." Non aveva desiderato un figlio e così appena nata Mary venne affidata a una balia con l'ordine di tenerla il più lontano possibile dai genitori perché non disturbasse con i suoi pianti. Mary cresce così nella parte della casa riservata alla servitù che fa di tutto per accontentarla e non farla piangere per timore di scontentare i padroni; diventerà una piccola tiranna, "prepotente, capricciosa, egoista, abituata a comandare e ad essere ubbidita, incapace di voler bene e di farsi voler bene". Vogliamo fargliene un torto?
No, certo. Resta il fatto che questa Mary è davvero insopportabile! Ma come cambia nel corso del romanzo! Grazie a Marta, la ragazza che si occuperà di lei al castello, imparerà a godere della vita all'aria aperta, si rafforzerà nel fisico, diventerà autonoma e soprattutto imparerà a sorridere e ad essere gentile con le altre persone. Marta è una ragazza umile ma buona e saggia, capisce che la bambina ha bisogno di affetto e di regole, oltre che di pasti nutrienti e di una bella corsa nel giardino.
Il fratello di Marta, Dickon, sarà il primo amico di Mary. Un piccolo naturalista che conosce la brughiera come le sue  tasche, parla con gli animali e aiuta Mary a far rivivere il giardino segreto, quello che era stato il giardino della moglie di Mr Craven, lo zio di Mary, che aveva deciso di farlo chiudere per sempre in seguito alla morte dell'amata consorte. Ma Mary nelle sue scorribande all'aria aperta troverà il giardino e deciderà di farlo rivivere. Ma il castello di Misselthwaite nasconde un segreto ancora più grande del giardino: Colin, il figlio di Mr Craven, da sempre rinchiuso nella sua stanza a causa di una presunta malformazione alla schiena. Quando incontriamo Colin per la prima volta ci appare molto simile alla Mary prima maniera, ed è forse per questo motivo che i due si intendono così bene. Colin subirà una trasformazione anche più sorprendente di quella di Mary: dal piccolo storpio condannato a una morte precoce qual era, si trasformerà in un ragazzo sano e pieno di voglia di vivere e di dimostrare il suo valore a quel padre da cui si era sempre sentito abbandonato e rifiutato. 
L'ultima parte del romanzo, in particolar modo l'ultimo capitolo, l'ho trovata piuttosto fastidiosa, così didascalica, moralizzante e didattica. Qui l'autrice sembra voler tirare le fila del suo racconto, dare una spiegazione a tutto, esplicitare qual era il suo messaggio. Ecco, di questo avrei fatto volentieri a meno. Per il resto, il romanzo mi è piaciuto molto; ho amato il personaggio di Mary e anche quello di Marta, ho ammirato le splendide descrizioni del giardino e della brughiera, mi sono immersa in questo mondo fatto di piccole grandi cose, fino a quando l'autrice non mi ci ha tirato fuori bruscamente tirandomi per i piedi con il suo ultimo capitolo.

Ci allontaniamo dall'aristocrazia britannica per incontrare Pippi Calzelunghe, il personaggio anticonformista e spensierato per eccellenza. Pippi è orfana di madre, ma ha un papà che però non vive con lei perché è volato via dalla sua nave durante una tempesta e, mentre lei vive sola soletta a Villa Villacolle, lui è impegnato a fare il re dei negri su una qualche isola. Ma mi devo correggere subito: Pippi non vive sola soletta, ma con il signor Nilson, una scimmietta, e con un cavallo bianco che lei riesce a sollevare agevolmente con una sola mano, perché una delle caratteristiche più sorprendenti di Pippi è proprio la sua forza stroardinaria. E che cosa starà a simboleggiare questa forza straordinaria? Il dibattito è aperto. 
Potrebbe indicare quella fase dell'infanzia in cui i bambini si sentono invincibili? Potrebbe essere una sorta di difesa immaginaria per una bambina che si trova a vivere senza la protezione di un adulto? Potrebbe significare la forza del mondo infantile di fronte a quello adulto? La fantasia che vince sulla bieca realtà? Non mi sono ancora data una risposta soddisfacente.
Un'altra domanda che mi sono posta è: ma a voi sta simpatica Pippi?
Voglio dire, è buffa, fa ridere, ma è simpatica? A volte sembra indisponente, arrogante, una di quelle bambine che pensano di sapere sempre tutto e che vogliono sempre avere l'ultima parola. Penso al suo rapporto con Tommy e Annika: praticamente pendono dalle sue labbra. Sono i bambini perfetti per seguire questa "bambina leader". Esistono davvero o sono frutto della sua immaginazione? Si sa, gli amici immaginari li manipoliamo a nostro piacimento.
C'è da dire a suo vantaggio, però, che Pippi è buona e generosa.
Ma Pippi muove la vostra empatia? Per quanto mi riguarda no.
Non è un personaggio che mi ha fatto emozionare, l'ho seguito a distanza, l'ho osservato, ma non ho partecipato veramente alle sue avventure. Fino alla fine del libro quando calata la notte si insinua un dubbio:

"Sai" stava dicendo poco dopo Tommy, mentre si lavava i denti, "sai che, se non mi avessero avvertito che erano delle pillole-Cunegonde, avrei scommesso la testa che si trattava di comuni piselli gialli?"
Annika era alla finestra della loro stanza da letto, in pigiama rosso, e guardava in direzione di Villa Villacolle. "Guarda, di qui si vede Pippi!" esclamò tutto contenta.
(...)
Pippi stava seduta al tavolo, la testa poggiata alle palme, e con aria sognante fissava una piccola candela dalla fiamma tremula.
"Ha... ha l'aria di essere così sola..." disse Annika con un nodo alla gola.


F.H. Burnett, Il giardino segreto, Mondadori, Milano 1989.
A. Lindgren, Pippi Calzelunghe, Salani, Milano 1988.

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