sabato 3 settembre 2016

Akiko e il palloncino - Komako Sakai


 






Ricominciamo dalle piccole cose perché a volte sono le più importanti.
Sono mesi che non scrivo e che leggo troppo poco, grandi cambiamenti nella mia vita mi hanno distratto, mi hanno sottratto tempo ed energie, ma ora che la situazione è più stabile (relativamente) cerco di riappropriarmi dei miei tempi e dei mie spazi. C'è ancora molto lavoro da fare, ma ci proviamo, un passo per volta.
Un trasferimento internazionale con tre bambini al seguito non è una passeggiata né logisticamente né emotivamente e ne siamo usciti tutti un po' sconvolti. Cercando di riportare un po' di routine e di punti fermi nella nostra famiglia, una delle prime abitudine che abbiamo ripreso è stata quella delle letture della buonanotte.
Ieri la piccola di casa ha scelto Akiko e il palloncino un libro che entrambe amiamo moltissimo e che da un po' non leggevamo probabilmente solo perché nella nuova, e provvisoria, disposizione dei libri non è facilmente raggiungibile. Come mia abitudine ho postato la foto della nostra lettura sulla mia pagina Facebook Leggi che ti passa e oggi mi è stato chiesto di cosa parla.
Da tempo volevo scrivere di questo libro, ma ho sempre rimandato. Oggi ho risposto di getto a quella richiesta perché penso che la bellezza vada condivisa e non volevo sprecare quell'occasione di incontro e conoscenza.
Le ho raccontato che è la storia molto semplice di una bimba che dopo aver giocato con il suo palloncino come se fosse un amico, un compagno di giochi, lo perde per via di un colpo di vento. La bimba è molto triste, ma alla fine pensa ad una cosa bellissima che le fa tornare il sorriso.
Parla di una perdita, di come viene vissuta dai bambini e di come può essere rielaborata. Io l'ho regalato o consigliato a bimbi di amiche che avevano subito una perdita importante e loro senza nessun suggerimento lo hanno subito collegato alla loro situazione e ne hanno tratto giovamento, considerandolo il libro della sorellina partita troppo presto o della nonna amata.
Mia figlia è fortunata perché non ha ancora dovuto affrontare grossi drammi e legge in questo libro una grande storia di affetto e amicizia. Lei capisce perché quel palloncino era così importante per Akiko. Per i bambini un palloncino, un gioco, un pupazzo, quello che per noi "grandi" è solo una cosa tra le tante, un oggetto sostituibile, è qualcosa di più, è un amico, un legame, un affetto. Dovremmo rispettare questo loro sentire.
Penso che questo sia il segreto di Akiko e Komako Sakai: parlano il linguaggio dei bambini.
Semplice, diretto eppure così profondo.
Ognuno ne prende quello che può è quello che gli serve in quel momento.
I disegni di Komaki Sakai, poi, sono pura poesia!


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