giovedì 28 maggio 2015

Pronti a fare la valigia?

Le scuole stanno per chiudere i loro cancelli, le mamme lavoratrici stanno organizzando centri estivi, grest, vacanze con i nonni e chi più ne ha più ne metta, cercando un nuovo equilibrio familiare per riorganizzare le giornate senza scuola; le mamme non lavoratrici si dividono in due fronti: quelle sull'orlo di una crisi di nervi al solo pensiero di avere per casa uno, due, tre... bambini scatenanti da contenere per tutto il giorno, e quelle che hanno deciso di vedere le vacanze come un'opportunità di godersi i propri figli - o almeno di provarci -, fare qualcosa di bello con loro, dedicarsi un po' di tempo insieme. Io quest'anno rientro in questa categoria.
Non vi nascondo che in anni passati ho vissuto l'imminente fine della scuola come una spada di Damocle sulla mia testa, davanti a me si profilavano scenari catastrofici e fatiche insormontabili, avrei voluto un lavoro solo per poterli piazzare senza sensi di colpa in qualche centro estivo; quest'anno invece sono ben intenzionata a divertirmi insieme a loro. Sarà che è stato un anno molto faticoso, in cui la scuola ci ha portato più problemi che altro, sarà che loro sono anche un po' più grandini e quindi più facilmente gestibili. Certo mi mancheranno le ore di solitudine, avrò meno tempo per dedicarmi alle mie cose, ai miei libri, ai miei giri, ci sarà anche da arrabbiarsi e da gridare, lo metto in conto, ci sarà da chiudere un occhio - magari anche due - sul disordine in casa, ma consideriamola una vacanza per tutti.
Detto questo, vi rendo partecipi del mio primo spunto per attività con i pargoli, in età scolare, direi: avete in programma un viaggio per queste vacanze oppure starete a casa? Procuratevi questi due libroni: Mappe e Grande atlante delle avventure, entrambi editi da ElectaKids.
Sono costosi (22 Euro ognuno), ma comunque meno di un centro estivo, oppure potete prenderli in biblioteca, come abbiamo fatto noi. Del resto la biblioteca è una meta perfetta per le ore più calde della giornata, ce ne sono di bellissime, immerse nel verde dei parchi e unire un pic-nic nel verde alla lettura di un bel libro per me è sempre un grande piacere.
Non sono libri da leggere, ma da sfogliare, osservare, commentare. Io li ho già sperimentati con il mio figlio maggiore e siamo stati più di un'ora davanti alla pagina della Hawaii a programmare una vacanza che probabilmente non faremo mai! Ma intanto che gioia sognarla fin nei minimi dettagli!
Il formato è grande, le immagini molto belle; vagamente retrò quelle di Mappe, con quel fascino dell'antico che piacerà anche a mamme, nonne e nonni, molto dettagliate e con mille spunti per iniziare un racconto o una spiegazione, per suscitare un ricordo o far nascere un sogno. Più moderne e colorate quelle delle avventure, divertenti anche per bambini più piccoli perché non così legate alla geografia, ma più orientate a far conoscere cultura, feste, curiosità dei diversi paesi, sempre però con esattezza e precisione.
Per viaggiatori e sognatori.


Grande atlante delle avventure

Grande atlante delle avventure

Mappe

Mappe

Mappe



giovedì 14 maggio 2015

Ritorno a Pennac

E' stato un periodo piuttosto impegnativo, soprattutto dal punto di vista emotivo, tanti eventi si sono succeduti senza tregua e ho fatto un po' fatica a trovare la concentrazione necessaria per leggere. Tanti, tantissimi, invece, i libri per bambini che ho avuto tra le mani ultimamente, vuoi perché una volta che inizio faccio fatica a fermarmi, vuoi perché è anche un mezzo comodo e rilassante per stare con i miei figli e quindi nei momenti di stanchezza ne abuso... grandi e belle scoperte di cui vi parlerò a breve.
Per quanto mi riguarda, dopo aver iniziato la rilettura di Cent'anni di solitudine - e aver perso il filo dopo tre pagine - mi sono buttata su Pennac, nella fattispecie, La fata carabina e L'occhio del lupo.

Iniziamo dall'ultimo: L'occhio del lupo è un libro per ragazzi, età medie, direi, molto bello a mio parere, e del resto pare che l'autore stesso in un'intervista lo abbia nominato come il suo libro preferito tra quelli scritti da lui. Io, per ora, preferisco la sua produzione saggistica e tra la narrativa il mio preferito rimane Il paradiso degli orchi.
Mette a confronto un vecchio lupo chiuso nella gabbia di uno zoo e un ragazzo che lo osserva insistentemente. Occhi negli occhi, anzi occhio nell'occhio, i due si scruteranno e, superata la diffidenza iniziale, si racconteranno le loro storie parallele, una più avventurosa dell'altra, in cui trionfano l'altruismo e l'amicizia. Una favola moderna.
La fata carabina è il secondo romanzo del ciclo malaussenniano. Ho rimediato al mio errore, ho fatto un passo indietro, e l'ho letto. Che paura! Leggo per lo più la sera e devo confessare che questo romanzo non mi ha proprio conciliato il sonno... Un noir in piena regola con tanto di sgozzamenti, rivoltellate, sangue in abbondanza e brividi di paura. Ci ho trovato molto poco del Pennac che avevo adorato nel Paradiso degli orchi, ancora meno che ne La Prosivendola, che erroneamente avevo letto prima. A posteriori mi viene da pensare che l'autore nel terzo romanzo abbia voluto rimediare a questa mancanza, bilanciando le due componenti, quella noir e quella più proprimente descrittiva, narrativa caratteriale che era ben più presente nel primo romanzo della serie.
La storia ruota intorno al traffico di droga nella Belville che già conosciamo, la novità stupefacente è che i loschi individui sono dei vecchietti. Non vi racconto altro perché se amate il genere vale la pena leggere il romanzo.
A me leggendolo è venuto in mente il lieve moto di insofferenza che mi è parso di percepire sul volto dell'autore quando alla conferenza in Feltrinelli alla quale ho avuto la fortuna di partecipare, gli è stato chiesto come mai avesse smesso di scrivere di Malaussène e se si poteva sperare in un suo ritorno. Pennac, secondo me un po' seccato, ma forse mi sbaglio, ha risposto che non si può mica sempre scrivere dei Malaussène, che ogni tanto si ha voglia di scrivere altro. Comunque, per gli affezionati alla tribù, non ha escluso la possibilità di un ritorno.

... ed eccomi qui in sua compagnia

 

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