giovedì 26 marzo 2015

Top 10 febbraio: libri per bambini

Avevo promesso un post sui nostri libri per bambini preferiti del momento, poi i giorni scorrono, le incombenze sono tante, il sonno pure, e il tempo, si sa, non è mai abbastanza, e così mi ritrovo a fine marzo a parlare della nostra hit list dell'inverno. Ormai la primavera è inizata, quindi considerateli pure dei saldi di fine stagione...

In ordine sparso:

1. Blub blub blub - Yuchi Kasano - Babalibri.
Blub blub blub - Kasano Yuichi Una divertente giornata al mare in compagnia di papà e di tanti simpatici animali marini che improvviseranno un gioco tutto bolle e schizzi d'acqua. Non so quante volte ho dovuto leggerlo alla mia piccola! Adatto per i più piccini, piace anche a quelli già cresciuti.



2. Mamma! - Mario Ramos - Babalibri.
Mamma! - Ramos Mario Devo confessare che a me questo libro non fa impazzire, ma alla piccolina piace molto. Anche questo l'ho letto mille volte... che poi da leggere non c'è un granché... Comunque grazie a questo libro la mia bimba ha imparato il nome di tanti animali (tra i quali, fenicottero!) e ora sa contare fino a dieci. Penso che quello che le piaccia siano proprio le immagini, chiare e molto colorate, perché l'ironia racchiusa nell'ultima frase, quella, è tutta per chi legge. Mi ha ricordato un po' Mio! Mio! Mio! di Van Zeveren Miche, edito dallo stesso editore, per quella strizzatina d'occhio rivolta al lettore adulto.

3. Buon viaggio, piccolino! - Beatrice Alemagna - Topipittori.
Buon viaggio, piccolino! - Alemagna Beatrice Adoro questo piccolo albo! E anche la mia bimba lo ama. E' tenerissimo, simpatico, poetico, perfetto come lettura della buonanotte per i più piccini; del resto, racconta la storia di un bimbo che si prepara per un bellissimo viaggio, la nanna. Si incomincia preparando la valigia e bisogna ricordarsi di prendere il ciuccio, il pupazzo preferito, un bel libro... e si conclude con l'accensione del motore (= la giostrina del lettino). Peccato che mettere a letto la mia non sia una faccenda così semplice, ma... apprezzo le intenzioni...


4. Cosa fanno i dinosauri quando è ora di dormire? - Jane Yolen e Mark Teague - Il Castoro.
Cosa fanno i dinosauri quando è ora di dormire? - Yolen Jane, Teague Mark Questo piace a tutti, figli di qualsiasi ordine e grado, nipoti, amici, genitori, nonni, zii... non c'è stato nessuno a cui lo abbia letto a cui non ha strappato almeno un sorriso. Guardate l'immagine di copertina: un dinosauro grande, grosso e mostruoso seduto sul suo lettino di bimbo con in mano un orsachiotto e una copertina. Perché quando è ora di andare a letto tutti i cuccioli si comportano allo stesso modo, o no? Penso che la forza di questo albo sia proprio il paradosso, l'esagerazione: dinosauri in tutta la loro enormità che si muovono tra lettini, peluches, trenini e cubi di gomma; che scalciano, urlano e strepitano quando i genitori (umani nelle illustrazioni) vorrebbero mandarli a letto. Ma un dinosauro fa così? Certo che no! " Un dinosauro non fa nessun mugugno. Dà un bacino. Spegne la luce."... "e senza lotte, sussurra 'buonanotte'". Se anche voi avete un dinosaurino da mettere a letto, questo libro fa per voi!

5. Cosa fanno i dinosauri quando è ora di mangiare? - Jane Yolen e Mark Teague - Il Castoro.
Cosa fanno i dinosauri quando è ora di mangiare? - Yolen Jane, Teague Mark E il suo fratello, sulla pappa. So che ne sono usciti recentemente altri due, uno sui capricci e uno sulla scuola, ma non li ho ancora avuti tra le mani, da alcune recensioni che ho letto, però, sembrerebbero meno riusciti per via della traduzione un po' forzata. Questo è bello come il primo. I bimbi si divertono a sentire la mamma che legge "Sputa, fa i rutti, si fa guardare da tutti?" "Fa volare gli spaghetti dappertutto?" "Soffia nel latte per fare il frullato?" Ma non vi preoccupate, c'è anche qui una pars construens perché un dinosauro "Dice 'grazie', 'prego' e si siede al suo posto. Finisce il suo cibo e ringrazia composto. Assaggia ogni cosa, almeno un pezzettino. Non fa rumoracci, nemmeno un ruttino." Per chi si vuole divertire anche a tavola, con garbo.

6. La regina dei baci - Kristien Aertssen - Babalibri.
La regina dei baci - Aertssen Kristien Una regina troppo impegnata per dare anche un solo bacio alla sua piccola principessa che viene spedita su un aereoplano rosso a cercare la regina dei baci. E lei parte, tenerella, e incontra varie regine, quella delle torte, quella dei giochi, quella dei fiori, quella dei gatti e quella della notte, ma della regina dei baci nemmeno l'ombra. Dove sarà mai? Intanto nel suo castello la regina si annoia, si sente sola e inizia a sentire la mancanza della sua principessa alla quale sicuramente non negherà mai più un abbraccio. Per la serie: non è mai troppo tardi!... Ma ricordati anche che crescono in fretta, aggiungerei io.

 7. Shh! Abbiamo un piano - Chris Haughton - Lapis edizioni.

Shh! Abbiamo un piano - Haughton Chris Questo albo è piaciuto moltissimo al mio figlio maggiore, tanto che una sera ha voluto leggerlo lui a me! Vi lascio immaginare la mia gioia e la mia commozione... Comunque, bando alle ciance e ai sentimentalismi! L'albo è divertente, essenziale, quasi una barzelletta. Poche frasi, ritmiche e ripetitive, disegni tutti sui toni del blu e un piano... infallibile! Buon divertimento!



8. Alice cascherina - Gianni Rodari - Emme Edizioni.
Alice cascherina - Rodari Gianni, Temporin Elena
Non saprei dire perché questo albo è piaciuto così tanto alle mie bambine. Io ho apprezzato molto le illustrazioni, molto anni '60, come la storia, in cui compaiono una sveglia e un quotidiano che cosa 40 Lire... oggetti che ai bimbi d'oggi dicono ben poco... i vostri figli l'hanno mai vista una sveglia? E' una delle Favole al telefono di Rodari: semplice e breve. Racconta la storia di Alice, una bimba minuscola che cade sempre nei luoghi più impensati, nella sveglia, appunto, nella bottiglia dell'acqua, nel rubinetto e per finire nel taschino di papà.

9. Cornelio - Leo Lionni - Babalibri.
Cornelio - Lionni Leo Ho imparato ad apprezzare questo albo grazie ai miei figli, e li ringrazio per questo, perché ora è tra i miei preferiti. A una prima lettura non mi aveva impressionato granché, mi era parsa una storia un po' banale. Poi leggendolo e rileggendolo su loro continua richiesta e insistenza ne ho scoperto il valore e la bellezza. Ecco, penso che questo sia proprio un libro per bambini perché parla prima a loro che a noi adulti, usa il loro linguaggio (in parole e immagini) ed è a loro diretto, tanto che i miei figli lo hanno "capito" prima di me. Cornelio è un coccodrillo originale, che si distingue dagli altri perché non sta a quattro zampe ma su due pidi perché in questo modo "può vedere cose anche molto lontane". I suoi compagni però fanno spallucce e non sono interessati a guardare il mondo da un altro punto di vista. Finché Cornelio, "deluso e arrabbiato" decide di andarsene, incontra una scimmia che gli insegna a mettersi in equilibrio sulla testa e ad appendersi per la coda, decide di tornare al suo fiume per mostrarlo ai suoi vecchi compagni che come al solito gli risponderanno "E allora?" dimostrando la loro usuale noncuranza... almeno fino a quando Cornelio non volterà loro le spalle... finale con sorpresa!

10. I tre piccoli gufi - Martin Waddell e Patrick Benson - Mondadori.
I tre piccoli gufi - Waddell Martin, Benson Patrick Questi sono proprio loro tre, i miei tre gufetti! Uno razionale e controllato, uno spavaldo ed emotivo e uno... "Voglio la mamma!". Un albo illustrato bello, dolce e anche divertente.
Tre piccoli gufi si svegliano nel bel mezzo della notte nel loro nido e scoprono che la loro mamma non c'è più! Inizia la loro lunga attesa: dove sarà andata? A caccia, ovvio!, dice Sara; "Per procurarci il cibo", dice Bruno; "Voglio la mamma!", dice Tobia. Ma "Tornerà", dice Sara; "Tornerà presto", dice Bruno; "Voglio la mamma!", dice Tobia. Grasse risate e qualche lacrimuccia perché tutti vogliamo bene alla nostra mamma, ognuno a suo modo.

mercoledì 11 marzo 2015

I bambini leggono - Roberto Denti

Nel 1972 apre La libreria dei ragazzi a Milano, la prima libreria per ragazzi in Italia.
E' stato impressionante leggere da dove si è partiti, quali erano le premesse, quali il clima, la situazione editoriale e politica che ha accompagnato la nascita di questa nuova esperienza e come si è evoluta.
Per una come me che vive circondata da libri per bambini, è pazzesco pensare che c'è stata un'epoca in cui i libri per bambini non esistevano, ma del resto, senza andare troppo lontano, e ripensando alla mia infanzia, non c'era certo tutta l'offerta che c'è oggi. I miei erano dei grossi libri rilegati, di fiabe o storie di animali, piccoli romanzi, tipo Pattini d'argento o Piccole Donne, niente a che vedere con il mondo colorato ed entusiasmante degli albi illustrati moderni, dei pop-up (che io non amo particolarmente, ma sono certo intriganti per un bambino), delle opere di divulgazione scientifica per i più piccoli.
Sia chiaro, io amavo i miei libri, alcuni li ho ancora e li conservo gelosamente, ma che differenza quando li metto vicini a quelli che compriamo ora per i nostri bambini!

Roberto Denti ripercorre, attraverso la storia della sua libreria, la storia della letteratura per l'infanzia e del ruolo che la scuola ha giocato in questo processo di formazione.
E' stata una lettura interessante, a tratti scioccante, e sorprendentemente fortemente politicizzata.
Penso però che ormai sia un libro superato, tanto lontano dalla realtà attuale.
Nonostante l'appendice più moderna aggiunta dall'autore, rimane un saggio per chi voglia farsi un'idea degli albori della diffusione della letteratura per l'infanzia in Italia, ma non è possibile applicare le sue riflessioni al mondo d'oggi.

venerdì 6 marzo 2015

L'importanza di chiamarsi Ernesto - Oscar Wilde

Sono giorni molto faticosi, in cui stiamo portando avanti battaglie su più fronti, la salute, la scuola, l'educazione, l'autonomia, il rispetto... e potrei continuare. Sono molto molto stanca, scoraggiata, avvilita. Avevo bisogno di una lettura che mi tirasse sù, qualcosa di leggero, divertente, breve, simpatico: ho trovato L'importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde e non poteva andarmi meglio! 
L'ho ripescato rovistando tra i libri che sono rimasti a casa dei miei genitori - e che periodicamente saccheggio - e ho deciso di portamelo a casa. L'ho letto in due sedute, divertimento allo stato puro!
Mi ha ricordato La cantatrice calva di Ionesco per quel suo carattere ingenuo, schietto, senza filtri.
Il nonsense portato alle estreme conseguenze. La commedia degli equivoci.
Sicuramente c'è altro dietro, ci sarà la critica ai valori borghesi, ci sarà la denuncia dei difetti della società, ci sarà la critica dell'educazione femminile e chissà quanto altro. Io, per questa volta, me la sono voluta godere così, ingenuamente e gioiosamente.
Del resto lo sapevate che Wilde ha scritto questa brillante commedia negli anni più bui della sua vita, alle soglie del suo processo per omosessualità? Secondo me anche lui aveva bisogno di una "lettura-tiramisù" ma, dato che è Wilde, se l'è scritta da sé.

Lady Bracknell: "Sono molto contraria a tutto ciò che può interferire con una naturale ignoranza. L'ignoranza è come un delicato frutto esotico: come lo si tocca, il suo fascino è perduto."

Oscar Wilde, L'importanza di chiamarsi Ernesto, BUR, Milano.



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