giovedì 24 dicembre 2015

Persuasione - Jane Austen

Vedere i nomi di due tra le mie scrittrici preferite insieme sulla stessa copertina è stato un colpo al cuore e devo dire di aver letto con uguale piacere il romanzo e il suo commento ad opera di Virginia Woolf.
Anche le introduzioni di Anna Luisa Zazo sono sempre interessanti, ed io le leggo alla fine del libro, come a voler intavolare una discussione sul romanzo letto.
Persuasione è il romanzo più atipico tra quelli di Jane Austen. Se già Mansfield Park si era distinto per ambientazione, personaggi e sviluppo del racconto, e Northanger Abbey si era fatto notare per il suo stile più acerbo e meno raffinato, Persuasione si distingue sia per trama che per stile e caratterizzazione dei personaggi, pur conservando l'impronta dell'autrice.
Già la frase iniziale, insolitamente lunga rispetto agli altri incipit austeniani, dà qualche indizio. Il linguaggio chiaro, cristallino, preciso ed equilibrato che scorre fluido e che si legge senza difficoltà lascia il posto a "un linguaggio impreciso, a volte affannoso, fortemente ritmato, che sembra cercare se stesso, invischiarsi in frasi complesse nelle quali l'autrice pare a volte perdere o voler nascondere, oscurare, il proprio pensiero, un linguaggio che richiede a tratti di venire non compreso, ma decifrato" e Maria Luisa Zazo ci testimonia anche la difficoltà e lo spiazzamento del traduttore abituato a confrontarsi con un altro tipo di difficoltà sui testi della Austen.
Quali sono le altre grandi novità di Persuasione?
Innanzitutto l'irruzione del tempo e della realtà storica nella vicenda narrativa: frequenti sono i riferimenti al trascorrere del tempo, precisi i riferimenti cronologici sia della finzione (ad esempio l'età dei personaggi è indicata con precisione) che della realtà con chiari e inequivocabili riferimenti alla realtà storica contemporanea dell'autrice.
Prima d'ora la Austen aveva sempre tenuto la realtà storica fuori dai suoi romanzi e vien da chiedersi come mai ora senta l'esigenza di accoglierla nel suo mondo fantastico.
Ma l'elemento di novità più spiazzante per il lettore seriale della Austen è il modo in cui vengono presentati i personaggi e i mezzi stilistici che vengono scelti per far procedere la narrazione: il procedimento scelto appare inconsueto per l'autrice che "forse più di ogni altro romanziere e più programmaticamente di ogni altro, aveva sempre costruito i propri personaggi partendo dall'esterno: dal dialogo, dai gesti, i movimenti, gli atteggiamenti che testimoniano pensieri e sensazioni e non dall'analisi di pensieri e sensazioni che non siano resi in qualche modo visibili, constatabili".
Meno dialoghi, quindi, meno descrizioni di "cose" e più riflessioni, pensieri, commenti; siamo pericolosamente vicini allo stream of consciousness e al romanzo moderno.
Il romanzo, sebbene scritto in terza persona, è, in definitiva, tutto visto attraverso gli occhi di Anne Elliott, è la sua autoanalisi che si compie attraverso il vissuto presente e la rievocazione del passato.
Largo spazio è lasciato al romanticismo, quasi che l'autrice fino ad ora vissuta nel pieno Settecento avesse deciso di cedere allle lusinghiere inquietudini dell'Ottocento.
"Nella giovinezza era stata costretta alla prudenza, nell'età matura imparò a essere romantica; era la naturale conseguenza di un innaturale inizio."
Qui l'autrice parla di Anne Elliott, ma, chissà, forse anche di se stessa.
Alla luce di tutte queste novità, vien da chiedersi come sarebbe stato il romanzo successivo. 
Virginia Woolf risponde così: "Nella descrizione dei suoi personaggi si sarebbe fidata meno (e questo è già visibile in Persuasione) del dialogo, e più delle proprie riflessioni. Quei meravigliosi discorsetti, che in una chiacchierata di pochi minuti riassumono tutto ciò che dobbiamo sapere di un ammiraglio Croft o di una signora Musgrove, quel metodo tachigrafico, un po' casuale, che però racchiude capitoli interi di analisi e psicologia, le sarebbe sembrato troppo semplice per esprimere tutto ciò che lei adesso vedeva nella complessità della natura umana. Ella avrebbe inventato un nuovo metodo, chiaro e misurato come sempre, ma più profondo e più suggestivo, per esprimere non soltanto ciò che la gente dice, ma anche ciò che non dice".
Quindi, in conclusione, mi è piaciuto questo romanzo così poco austeniano, o no?
Non me la sento proprio di dare un giudizio negativo su un'autrice che considero un'amica in spirito, ma diciamo che se avessi letto questo romanzo per primo, forse non mi sarei affezionata a lei così prontamente e così appasionatamente. Per dirla ancora con la Woolf: 
"C'è in Persuasione una bellezza tutta sua, e un tedio tutto suo. Il tedio è appunto quello che segna il periodo di transizione fra due stili diversi. La scrittrice si annoia un poco. Il mondo le è diventato troppo familiare".
Ma di cosa parla Persuasione? Di un amore perso e ritrovato, anzi di un amore accantonato e riconquistato. La protagonista è Anne Elliott, secondogenita di Sir Walter Elliott, un gentiluomo vanesio e pieno di sé, una caricatura, un "mostro", lui sì tipicamente austeniano, insieme alla figlia maggiore. Anne in gioventù è stata innamorata e fidanzata con un ufficiale di marina, giudicato indegno di aspirare alla sua mano dalla famiglia di lei. Anne si lascerà convincere a rinunciare al suo amore, ma quando l'ormai capitano Wentworth si ripresenterà nella sua vita, pieno di rancore per l'abbandono subito, entrambi si renderanno conto che il loro sentimento è ancora vivo e ardente. Intorno a questa romantica coppia dall'amore contrastato girano numerosi personaggi, dall'intrigante arrivista alla sciocca sorella minore, dall'amica disinteressata al gaudente dall'animo semplice; insomma, il genere di personaggi che sempre ritroviamo nei romanzi di Jane Austen.
Con Persuasione si conclude il ciclo annuale di letture dedicato a Jane Austen. In compagnia di un gruppo virtuale ho riletto i sei principali romanzi dell'autrice, uno ogni due mesi: è stato bello avere questo appuntamento, farsi scandire il tempo da questi capolavori. Ora spero di essere coinvolta in qualche altra iniziativa analoga per il prossimo anno.

E con questo vi auguro un Sereno Natale e un Felice Anno Nuovo! 

Jane Austen, Persuasione, Oscar Mondadori, Milano 2002.

1 commento:

  1. Here is the quote above, in the original English:
    "She had been forced into prudence in her youth, she learned romance as she grew older: the natural sequel of an unnatural beginning." One can read this sentence as a summary of Jane Austen's own life. At the time she was writing Persuasion, I believe she was showing signs of the illness that would cause her death. The whole novel has a melancholy tone of a mature woman, but still there is hope. The older I get, the more I love this novel. If you can obtain the movie version, with Amanda Root and Ciaran Hinds, it is well worth it. --Grandma

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