venerdì 9 ottobre 2015

Breaktime - Aidan Chambers

Poche righe veloci per commentare questo libro di Aidan Chambers che ho letto sulla scia del suo saggio Siamo quello che leggiamo di cui ho già parlato qui

Se già il saggio mi era parso cervellotico, la stessa impressione è stata ancora più forte leggendo questo romanzo, costruito a tavolino sulla base delle teorie sopra esposte. Non che io creda ciecamente nell'ispirazione divina dello scrittore; so bene che dietro ogni grande romanzo c'è un lavoro di studio, progettazione, ricerche, ma si parla appunto di grande romanzo quando tutto questo lavoro sotterraneo non si vede, quando tutto sembra scorrere liscio e sorgare limpido e puro dalla penna dello scrittore ispirato. 
Ecco, qui accade l'opposto: è come osservare il cervello dell'autore al lavoro, come leggere i suoi appunti e le sue bozze. Il risultato è che il libro rimane distante, un mero esercizio di scrittura, per quanto mi riguarda. Se l'intento di Chambers era quello di avvicinare i ragazzi alla letteratura non penso che sia questo il modo per riuscire nel suo intento.
Questo è il primo di sei romanzi, se non sbaglio. L'inizio non è incoraggiante, ma forse ne proverò qualche altro.

Anche la trama la trovo improbabile e "scolastica": tutto parte dalla discussione di due adolescenti, in pieno subbuglio ormonale, sulla letteratura (tze!). Uno sostiene che "La letteratura è una stronzata" (cito) e l'altro ne difende invece la causa. Nel mezzo ci stanno i conflitti generazionali e i primi amori.

Per me: bocciato.

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