mercoledì 14 ottobre 2015

Bibi. Una bambina del Nord - Karin Michaelis


Bibi. Una bambina del nord 

 "Si può misurare la libertà in chilometri" scriveva Karin Michaelis; "questa comincia col mettersi in movimento e coll'uscire dallo spazio geografico e sociale. In seguito si passerà dalla libertà di movimento alla libertà di fatto."

Chi meglio di Bibi incarna questo programma? Bibi, nata contessina Ulrikke Elisabeth, figlia del re delle ferrovie della Danimarca, o più banalmente di un capostazione, gode di una libertà inimmaginabile: scorrazza da nord a sud e da est a ovest per tutta la Danimarca saltando sul primo treno in partenza grazie alla sua tessera della ferrovia, una sorta di passaporto per il magico mondo dell'avventura. Bibi a undici anni è una ragazzina che definire autonoma e intraprendente è ancora poco. Scappa da scuola dove non riesce a stare attenta perché si annoia e parte per i suoi vagabondaggi che la portano a scoprire tutte le isole e le diverse zone del suo freddo paese, conosce le abitudini di vita peculiari ad ogni zona e le racconta nelle lettere lunghissime, vivide e sgrammaticate che scrive al suo amato papà.
A proposito degli errori di ortografia, il narratore ci dice: "Non perché non sappia fare meglio: sa come si scrivono quasi tutte quante le parole, quando si dà il tempo di pensarci su. Ma c'è forse qualcosa di più difficile che pensarci su prima di commettere qualche sciocchezza?"
Bibi è un'entusiasta: una bambina che trova del bello e del buono in tutte quante le situazioni. Trabocca di energia, è in continuo movimento, vede, impara e vuole raccontare talmente tante cose che quando si mette a scriverle pare vogliano uscire tutte insieme, si accalcano una sull'altra, creando il racconto confuso, eccitato e gioioso tipico di un bambino felice. "... mi sento come un cassetto che non si chiude tanto è pieno" scrive Bibi; ed è proprio questa l'impressione che si ha e che l'autrice riesce a rendere benissimo nelle lettere di Bibi al padre. 
Il padre di Bibi senz'ombra di dubbio non è un padre tradizionale. Nelle mie letture di libri per ragazzi non ne avevo ancora incontrato uno così: è un padre amorevole, per nulla apprensivo, ha una fiducia cieca nella sua unica figlia a cui concede il massimo della libertà e non chiede nulla in cambio del suo affetto. Bibi non ha obblighi o doveri. Nemmeno la necessità di frequentare la scuola pare intaccare il suo spirito libero e anche quando il padre, dopo l'espulsione dalla seconda scuola, la mette di fronte alla necessità di scegliere tra un collegio in Svizzera o il soggiorno presso i conti suoi nonni che si propongono di occuparsi dell'educazione di quella bambina che ai loro occhi pare una selvaggia, lo fa senza pressione alcuna. Si deve sforzare di apparire severo e determinato, e sembra che in realtà per lui la questione non sia affatto importante. L'unica cosa che gli sta a cuore è la felicità della bambina.
I nonni-conti di Bibi, sono i "signori grigi" che Bibi incontrerà più volte nel corso delle sue scorribande non riconoscendoli, non potendo riconoscerli in quanto mai visti prima. Infatti i conti decisero di troncare ogni relazione con la figlia (la madre defunta di Bibi) in seguito alla sua decisione di contrarre un matrimonio per loro degradante. Gli incontri con questi signori grigi sono molto divertenti ed è piacevole notare come i conti si "coloreranno" e animeranno in seguito alla frequentazione con la nipotina ribelle. 
Come nella più classica delle tradizioni Bibi è orfana di madre. Ma in questo caso la condizione di orfana non dà il via a un ricordo lacrimevole che muove a compassione. La mamma di Bibi non è percepita nel romanzo come un'assenza pesante, ma come una presenza. Bibi dialoga spesso con sua mamma, non ne parla con tristezza, la va a trovare regolarmente nel cimitero personale che ha costruito per lei, organizza festicciole sulla sua tomba, che non è una tomba vera e propria perché nella tomba non c'è nessuno. "Ma Bibi fa finta che ci sia sepolta la sua adorata Mamma...allora, ecco che è sepolta là per davvero: si può immaginare qualcosa talmente a lungo e con tanta forza da farla diventare quasi reale."
Questa è Bibi. 
Ah, dimenticavo... se vi dovesse capitare di essere tirati per le gambe da un'idea, non cercate di resistere, ma seguitela!

Tutte le citazioni sono tratte da: Karin Michaelis, Bibi. Una bambina del Nord, Salani, Milano 2005.

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