venerdì 4 settembre 2015

Tre camere a Manhattan - Simenon

Avevo portato questo romanzo con me in Provenza, ma  lì non sono nemmeno riuscita ad aprirlo. Poco male, non mi è piaciuto per niente. 
Era da tanto tempo che non leggevo un libro così vago: trama (?) fragilissima, linguaggio astratto, fiumi di parole che non vanno da nessuna parte, personaggi così sfumati da essere spazzati via al girar di una pagina. 
Ma... io dico che se non fosse stato Simenon non glielo avrebbero nemmeno pubblicato. Ho letto che l'autore ha dichiarato che questo era il primo romanzo che scriveva di getto e ne era spaventato - forse aveva ragione ad esserlo.
Un uomo e una donna, uno più disperato dell'altra, si incontrano per caso e si invischiano reciprocamente in una relazione assurda, soffocante e poco chiara. Lui è un attore francese emigrato negli Stati Uniti in seguito all'abbandono della moglie che gli preferisce un giovane gigolò, lei è la ex moglie di un diplomatico ungherese (se non sbaglio), un conte, che vive in Messico, ha una storia travagliatissima fin dall'infanzia e non sembra avviata sulla via di una risoluzione.
Questo romanzo non mi ha lasciato nulla, se non un vago senso di malessere e tristezza, un po' come era stato per Il grande Gatsby, che per lo meno era scritto bene.
Ho una cara amica che ama molto Simenon, i suoi gialli, però; forse è su quelli che mi devo buttare.

2 commenti:

  1. grazie per la strizzatina d'occhio. Questo libro non l'ho letto, ho letto invece l'altro che avevi commentato positivamente, il destino dei Malou e infatti era bellissimo e l'ho divorato. Non ho mai letto L'uomo che guardava passare i treni, credo che si chiami, che è uno dei suoi più celebri. Qualcuno che ha scritto il destino dei Malou deve aver fatto qualcos'altro così,ma quello che ho cominciato l'anno scorso non l'ho ancora finito..è interessante ma non emozionante e si va a rilento. Di Maigret gialli belli ce ne sono moltissimi, come ce ne sono anche di banali, bisogna saper scegliere anche lì, certo è che credo che sia un po' come Balzac..Simenon va frequentato, perché non ha frasi sensazionali che restano scolpite nella memoria, ma costruisce invece atmosfere parigine e non che si ama frequentare, tornare e ritornare, come vecchi habitués, per seguire Maigret col suo odore di pipa, quel suo corpo pesante e lo spirito fine, quel non voler investigare ma solo essere un tutt'un col luogo e le persone per poter sentire e capire, Simenon che non fa che guardare il tempo che fa e i vestiti e cappotti che mette la gente, ti fa sentire lì, ti fa sentire parte di quel tutto, a tal punto che anche se non ci fosse il morto, ti appassioneresti comunque a tutta quella umanità. Un po' come sua moglie, sempre fedele, sempre indaffarata, sensibile ma mai turbata da quel mondo e quel quello così indispensabile per suo marito. Frenci

    RispondiElimina
  2. Grazie a te Frenci per essere una lettrice così attenta.

    RispondiElimina

e tu cosa ne pensi?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...