lunedì 21 settembre 2015

Siamo quello che leggiamo: crescere tra lettura e letteratura - Aidan Chambers

"(...) la letteratura è un diritto di nascita. Per rendere effettivo questo diritto è necessario che ogni bambino cresca in un ambiente che lo renda accessibile, un dono da desiderare."

Da questa constatazione derivano due questioni: in che modo garantire questo diritto? E perché? Perché leggere è così fondamentale?
In questo saggio Chambers inizia raccontandoci la sua esperienza di lettore: cresciuto in una casa in cui i libri si potevano contare sulle dita di una mano, lettore "lento" che dichiara di non essere riuscito a leggere fluentemente e comprendendo il testo fino ai nove anni, causando ansie a genitori e insegnanti, ad un certo punto, magicamente, legge:
"Fino a che, una sera, poco dopo il mio nono compleanno, mentre stavo guardando le illustrazioni di un libro della biblioteca scolastica, improvvisamente iniziai a sentire una molteplicità di voci nella testa. Ne rimasi quasi spaventato, fu come sentirmi inaspettatamente invadere la mente da una folla di personaggi sconosciuti. Ricordo vivamente quel momento, con la stessa eccitazione e immediatezza di allora. I miei genitori erano nella mia stanza, e mia madre percepì immediatamente la portata di quello che stava accadendo. Ricordo ancora la voce di mio padre che chiedeva: 'Che ci fai ancora in piedi a quest'ora?', e mia madre che rispondeva: 'Taci, sciocco! Non vedi quel che sta facendo?'".
Ma sarà una lunga malattia che lo costringe all'isolamento per diverso tempo a fare di lui un lettore, grazie all'incontro con un libro regalato dalla nonna.
Ma questo ancora non basta. E' l'amicizia con un coetaneo, lettore accanito, che farà di lui un lettore forte, iniziandolo al "piacere della condivisione di un testo".
Dopo aver superato le resitenze paterne, al giovane Aidan vengono aperte le porte della biblioteca pubblica, che significherà per lui, di famiglia povera, l'accesso a un mondo di libri che gli sarebbe stato altrimenti precluso.
L'insistenza sul diritto d'accesso alla letteratura per tutti deriva sicuramente dalla storia personale dell'autore, ed è facilmente e pienamente condivisibile. Il punto di partenza per creare dei lettori è mettere a disposizione dei libri, la più grande varietà possibile di libri per essere sicuri di incontrare i gusti e i bisogni dei bambini.
Ma anche questo non basta. E' necessario che genitori, insegnanti e bibliotecari siano preparati a fornire a bambini e ragazzi il libro che fa per loro in quel momento, quel libro che potrebbe diventare un incontro tra lettore e autore. Per far questo è necessario conoscere i libri e i ragazzi, ascoltarli, parlare con loro e non sottovalutare il loro senso critico.
"I bambini, se viene data loro questa possibilità, sanno riconoscerne l'importanza (della letteratura). Sono felici di ascoltare storie e di familiarizzare con i libri, senza alcuna difficoltà. Ma devono incontrare sul loro cammino persone in grado di favorire questo incontro e di incoraggiare la loro curiosità."
Ora veniamo alla seconda questione: perché leggere letteratura è così importante?
Be', secondo Chambers, è importante per vivere, perché solo nel momento in cui raccontiamo, scriviamo o leggiamo le nostre esperienze riusciamo a dare ad esse un ordine e un senso.
"La maggior parte di noi non riesce a dare un senso, o un ordine, alla propria vita, talvolta nemmeno a riconoscere la propria esistenza, finché non ha tradotto in parole la propria esperienza o finché non ha trovato la propria esperienza riflessa nelle parole di qualcun altro." 
Mi viene da pensare che la popolarità dei social network derivi anche da qui: le esperienze hanno bisogno di essere riconosciute come tali.
E Chambers continua: "Se questo vale per gli adulti, è ancor più vero per i bambini, che non sono ancora in grado di comprendere in termini astratti. I bambini infatti vivono ogni giorno una quantità incredibile di esperienze nuove e sconosciute, assorbono infiniti stimoli sensoriali, emozioni, eventi, idee e informazioni. Il cuore dell'istruzione consiste proprio in questo: nel tentativo di aiutarli a decifrare e affrontare questo insieme caotico di esperienze".
Ma leggere è fondamentale anche per fare nuove esperienze o esplorare nuove possibilità in tutta sicurezza, senza i rischi che comporterebbe viverle sulla propria pelle.
Ho trovato questo saggio interessante, a tratti faticoso, troppo cervellotico per me che sono una lettrice disordinata, che passa da un classico a un giallo, da un saggio a un albo per bambini seguendo solo l'estro del momento. Ma penso che sia importante ogni tanto fermarsi a riflettere sul perché di questa che più che una passione è un'esigenza.

"I'm a reader first, a writer second. Reading makes me. Writing remakes me. I'd be lost if I didn't read, wouldn't know myself. By reading what I've written I find out what I've become."

Tutte le citazioni sono tratte da Aidan Chambers, Siamo quello che leggiamo, Equilibri, Modena 2011.

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