lunedì 24 agosto 2015

Emma - Jane Austen

La prima volta che ho letto Emma avevo maturato una così profonda antipatia nei confronti della protagonista da rinunciare a quel nome che avevo scelto per la bambina che portavo in grembo. Mi era sembrata una donnetta viziata, con la puzza sotto il naso e un'idea della divisione di classi e della ricchezza davvero poco condivisibile.
Rileggendolo ora non ho avuto la stessa sensazione. Non si può certo dire che la signorina Woodhouse sia una persona simpatica o amabile, ma questa volta è prevalso un senso di compassione, quasi di tenerezza - quasi!- per questa ragazza costretta in un ruolo cucitole addosso dall'ambiente sociale in cui vive.
E' sul finire che ci rendiamo conto della sua fatica, delle sue rinunce e delle sue sofferenza. Pare una privilegiata, "Bella, ricca e intelligente", padrona di una grande e nobile casa, regina incontrastata del villaggio. Ma, leggendo, la sua spocchia e la sua superbia ci fanno dimenticare che è orfana di madre fin da tenerissima età e che vive sotto la tutela tiranna di un padre vecchissimo e ipocondriaco che soffoca la sua giovinezza con un amore egoista.
E' pur vero che Emma non è stata concepita dalla sua autrice per essere amata, dato che scrivendo del suo personaggio disse che "non sarà molto gradito a nessuno se non a lei". E' un personaggio controverso, soprattutto se si pensa che parte della critica lo ha indicato come il personaggio in cui l'autrice ha maggiormente ritratto se stessa. E' noto che nella famiglia Austen i frizzi fossero una consuetudine e forse Emma potebbe rientrare in questo gioco, anche se non pare possibile ridurlo a questo.
Mi fa tenerezza pensare come lei, che sembrerebbe il personaggio più forte, sia in realtà quella che più viene ingannata e più si autoinganna. Delle sue congetture non una si rivelerà esatta a quale sarà la sua sorpresa e la sua incredulità nel finale a lei riservato! 
E qui finalmente la Austen ci regala una dichiarazione d'amore esplicita e non solo raccontata: un grande privilegio per un personaggio tanto bistrattato, ma secondo me molto amato.
Che dire della perfettissima Jane Fairfax? Semplicemente insopportabile! Quasi quanto la Fanny Price di Mansfield Park.
E Frank Churchill? Un bell'imbusto, punto e basta.
Ma concludiamo con il mio personaggio preferito: il signor Knightley. In due parole, il mio uomo ideale. Altro che la vanagloria di Frank Churchill, il mistero di Darcy o il fascino del boscaiolo di Willoughby! Ecco qui un uomo solido, concreto, leale, saggio, signorile, nobile d'animo. Il perfetto gentleman inglese. Bellissimo e innamoratissimo.
Su questo romanzo mi sono dovuta ricredere e, non ne sono ancora sicura, ma potrebbe diventare il mio preferito tra quelli della Austen.
Ancora una volta, grazie Jane!

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