martedì 21 aprile 2015

Lezioni di volo - Nava Semel

Una ragazzina orfana di madre che vive circondata dagli agrumeti in un paesino di Israele e che vuole imparare a volare, un padre lavoratore, silenzioso ma attento, un ciabattino che accarezza le scarpe, parla di un fantomatico circo di Djerba e di ebrei volanti, una merciaia intrigante con le unghie dallo smalto scrostato, un ragazzino bello, balbuziente e con la passione per gli innesti: questi sono i personaggi che intrecciano le loro storie in questo brevissimo libro di Nava Semel.
E' un libro per ragazzi, molto ben scritto e con spunti interessanti che intreccia ai tradizionali temi adolescenziali (i conflitti in famiglia, i primi amori, l'amicizia, le aspirazioni, il sentimento di onnipotenza) riferimenti cauti ma precisi all'Olocausto e alla storia ebraica.
Al di là del "messaggio" che, riprendendo un altro autore, potrebbe essere "Vola solo chi osa farlo", quello che più mi è piaciuto è proprio lo scorrere della narrazione, semplice ma non banale, che mi ha ricordato niente poco di meno che Natalia Ginzburg.
Questo l'incipit:
 
"Fin da quando potevo ricordare, nel guardaroba alto si riponevano gli abiti estivi d'inverno e quelli invernali d'estate. Non ricordo chi l'avesse deciso. Forse mia madre. A ogni cambio di stagione, celebravamo lo stesso rituale."
 
Nava Semel, Lezioni di volo, Mondadori, Milano 1997.

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