venerdì 6 marzo 2015

L'importanza di chiamarsi Ernesto - Oscar Wilde

Sono giorni molto faticosi, in cui stiamo portando avanti battaglie su più fronti, la salute, la scuola, l'educazione, l'autonomia, il rispetto... e potrei continuare. Sono molto molto stanca, scoraggiata, avvilita. Avevo bisogno di una lettura che mi tirasse sù, qualcosa di leggero, divertente, breve, simpatico: ho trovato L'importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde e non poteva andarmi meglio! 
L'ho ripescato rovistando tra i libri che sono rimasti a casa dei miei genitori - e che periodicamente saccheggio - e ho deciso di portamelo a casa. L'ho letto in due sedute, divertimento allo stato puro!
Mi ha ricordato La cantatrice calva di Ionesco per quel suo carattere ingenuo, schietto, senza filtri.
Il nonsense portato alle estreme conseguenze. La commedia degli equivoci.
Sicuramente c'è altro dietro, ci sarà la critica ai valori borghesi, ci sarà la denuncia dei difetti della società, ci sarà la critica dell'educazione femminile e chissà quanto altro. Io, per questa volta, me la sono voluta godere così, ingenuamente e gioiosamente.
Del resto lo sapevate che Wilde ha scritto questa brillante commedia negli anni più bui della sua vita, alle soglie del suo processo per omosessualità? Secondo me anche lui aveva bisogno di una "lettura-tiramisù" ma, dato che è Wilde, se l'è scritta da sé.

Lady Bracknell: "Sono molto contraria a tutto ciò che può interferire con una naturale ignoranza. L'ignoranza è come un delicato frutto esotico: come lo si tocca, il suo fascino è perduto."

Oscar Wilde, L'importanza di chiamarsi Ernesto, BUR, Milano.



Nessun commento:

Posta un commento

e tu cosa ne pensi?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...