lunedì 19 maggio 2014

Asperger: un libro / un film

Il libro ha un titolo terribile, L'amore è un difetto meraviglioso, uno di quei titoli che te lo fanno subito relegare nello scaffale rosa e che ti fanno anche un po' vergognare di portartelo in giro. La copertina non aiuta, anzi, rincara la dose... un e-reader in questo caso sarebbe stato gradito.
Il suo autore è uno sceneggiatore australiano, Graeme Simsion, altrimenti a me sconosciuto. Questo è il suo primo romanzo e, a giudicare da quanto leggo nel risvolto di copertina potrebbe anche essere l'ultimo, visti i soldi che sarà riuscito a guadagnare, oppure il primo di una lunga serie, se l'autore ambisce alla gloria. Un vero caso letterario, preceduto dalla sua fama tra gli editori, una sorta di Harry Potter.
Tradotto in ventisette lingue e ambitissimo dalle case editrici di tutto il mondo ancora prima della sua prima pubblicazione.
Questo e poco altro si riesce a sapere dalle recensioni, che ci parlano fondamentalmente di una storia d'amore, di un libro leggero e divertente, "spassosissimo" addirittura.
Don Tillman, professore di genetica, ha deciso di dare avvio al "Progetto Moglie" e per farlo ha elaborato un questionario che gli farà evitare di perdere tempo selezionando tra tutte le candidate solo quelle che risponderanno ai suoi criteri. Che idea balzana!
"Cose da uomini" sembrano dire ammiccando alcune recensioni. Cito, a mo' di esempio il commento di una tal Francesca (libraia) riportato nell'edizione italiana Longanesi:
"Finalmente un libro sereno, che fa sorridere e riflettere sulle piccole manie maschili, come quella di voler programmare e organizzare tutto, anche l'improgrammabile come i sentimenti..."
Cose da asperger, dico io. Come da asperger sono le abitudini, le fobie, le difficoltà e il tono della narrazione. Ecco, il tono forse è la cosa che mi ha colpito di più: quel modo pedante, ridondante, artificioso e sillogistico di parlare e di procedere nel discorso che sto imparando a conoscere e riconoscere.
La sindrome di Asperger è menzionata esplicitamente nel romanzo solo di sfuggita all'inizio, ma il protagonista non ammette di esserne affetto. Potrebbe essere semplicemente un "orso", o uno un po' tanto strano. Per questo forse le recensioni non ne parlano; chi ha letto il libro senza conoscere la sindrome potrebbe non averne colto i segni e il flebile suggerimento dato in apertura del romanzo con l'argomento della conferenza tenuta da Don. Io stessa fino a pochi mesi fa non ne avevo mai sentito parlare e non l'avrei saputa riconoscere.
E' come se ci fosse stato una sorta di compromesso per rendere il romanzo più commerciale, più facilmente distribuibile e fruibile per un pubblico più ampio. Senz'altro titolo e copertina si devono a questa ragione. Sarei curiosa di sapere dall'autore se sono state fatte altre modifiche al suo manoscritto originale.
Il romanzo è comunque molto godibile e interessante. E' anche vero che è divertente, ripensandoci ora, forse un po' troppo visto il carico di frustrazione e sofferenza che questo disturbo può comportare. 
Ma io di asperger ne conosco solo uno - forse due - e quindi, chissà, magari altre persone la vivono in modo diverso.
Diverso senz'altro è Adam, il protagonista dell'omonimo film che non è il film tratto dal romanzo di Simsion, ma un film indipendente del regista Max Mayer, che parla di Asperger solo apparentemente in modo simile - anche qui tutto ruota intorno a una storia d'amore - ma in maniera assolutamente esplicita.
Adam sa di essere asperger ed è famoso, almeno per coloro che con questa sindrome hanno a che fare, il suo "spiegone" - come lo ha definito un aspie su YouTube - nella parte iniziale del film.
Tutto quel che nel romanzo appare buffo e fa sorridere, le gaffe di Don e le sue eccentricità, nel film è fonte di grande frustrazione e sofferenza per il protagonista e per chi gli sta vicino.
Adam a ventinove anni si ritrova solo ad affrontare un mondo in cui non sa muoversi senza ferirsi e che non riesce a capire per quanti sforzi faccia.
Sua madre è morta quando aveva otto anni e lo vediamo al funerale del padre all'inizio del film. Adam ha un solo amico, un amico di suo papà per la verità, che cerca di aiutarlo nelle spinose questioni legali e burocratiche dell'eredità, che gli fa compagnia come e quando può e gli dà delle dritte per vivere il più possibile vicino alla realtà. Adam ha un lavoro come ingegnere elettronico, ma presto lo perde e si trova davanti al drammatico problema di trovarne uno nuovo. Il problema non sono le competenze, ma i colloqui. Una vera sfida per lui e la sua "aspergerità". Tra la ricerca di un nuovo lavoro e l'incontro inaspettato e sconvolgente con Beth, seguiamo Adam nella sua vita quotidiana. Per lui, come per ogni asperger, ogni giornata è potenzialmente irta di ostacoli e difficoltà: intrattenere una semplice conversazione a una festa o sul luogo di lavoro, andare a cena in  un ristorante, capire l'ironia e gli stati d'animo degli altri, esprimere i propri sentimenti e guardare una persona negli occhi sono cose che la maggior parte delle persone NT (= neurotipiche) fanno senza nessuno sforzo, senza accorgersene quasi, ma per una persona con sindrome di Asperger richiedono uno sforzo enorme, tanto lavoro di preparazione, una massiccia dose di ansia e spesso, comunque, sfociano in un fallimento con conseguente frustrazione difficilmente gestibile.
Anche stare vicino ad una persona Asperger non è facile: richiede grande sensibilità, senso di abnegazione, amore sconfinato e una pazienza eroica.
La posizione di Adam nella società è davvero delicata: non ci sono segni esteriori che la denunciano e io penso che sia per questo che è anche più difficile accettarla. Spesso si ha l'impressione di essere di fronte a un maleducato, un rompiscatole, un presuntuoso e ci si può sentire presi in giro.
Lo sa bene Beth che nel film passa tutte le fasi della conoscenza dell'Asperger: l'incredulità, la curiosità, la compassione, lo spavento, la rabbia, la repulsione e l'amore (in ordine sparso).
L'amore.
Io sto leggendo, cercando, studiando, parlando, consultando e sperimentando e mi sono resa conto che l'amore è l'antidoto più efficace.
"Essi possono essere istruiti ma solo da coloro che danno loro reale comprensione e affetto, persone che mostrano gentilezza verso di loro" scrisse Asperger stesso parlando dell'istruzione di bambini asperger.
Concludo quindi con l'augurio che ogni aspie possa trovare la sua Rosie o la sua Beth.
 
P.S. Quanta fatica mi è costato questo post, e non è nemmeno come lo volevo.

venerdì 9 maggio 2014

Ecco la storia - Daniel Pennac

Ho sospeso la lettura della saga dei Malaussène per leggere questo strano romanzo, caldeggiato da un amico.
Per dirla con l'autore "Sarebbe la storia di un dittatore agorafobico. Poco importa il paese. Basta immaginare una di quelle repubbliche delle banane con il sottosuolo abbastanza ricco perché si desideri prendervi il potere e abbastanza aride in superficie per essere fertili di rivoluzioni".
Così Manuel Pereira da Ponte Martins, diventato agorafobico in seguito a una predizione che lo voleva morto massacrato da una folla, si fa sostituire da un sosia e lascia il Paese per l'Europa.
Tra un misto di realtà e finzione l'autore racconta la storia di questo sosia e degli altri che gli succederanno, seguendo i grandi eventi della storia mondiale con un riferimento cinematografico importante.
Ho trovato la lettura di questo romanzo molto faticosa e la sua struttura cervellotica. In definitiva non mi è piaciuto e non ho riconosciuto il Pennac che ho letto finora. Troppo lontano dalla fluidità e dalla leggerezza - in senso calviniano - dei romanzi di Malussène e della limpidezza dei saggi dell'autore.
Dovrei approfondire, ma di primo acchito, direi che si è trattato di un esperimento dell'autore. A mio parere poco riuscito.
 
Daniel Pennac, Ecco la storia, Feltrinelli, Milano 2003.

giovedì 1 maggio 2014

Strane creature - Tracy Chevalier

Siamo all'inizio dell'Ottocento a Lyme, un piccolo villaggio costiero nel sud dell'Inghilterra, dove le tre sorelle Philipot sono state costrette a vivere in seguito al matrimonio del fratello che si è insediato di diritto nella casa paterna a Londra.
Louise, Elizabeth e Margaret vengono "invitate" a scegliere una nuova residenza, più economica, perché, non ancora sposate e probabilmente destinate a rimanere zitelle - almeno le due maggiori - non pesino sulle spalle del fratello orami accasato.
Per le tre sorelle, abituate agli agi della città e della loro classe sociale elevata, il trasferimento in un piccolo cottage della provincia è piuttosto traumatico, ma a tutto ci si abitua e così sarà anche per loro.
Louise, la maggiore, si dedicherà al giardinaggio e alla botanica, Margaret, la minore, appena diciottenne, la più civettuola e l'unica con ancora qualche possibilità di trovare marito, prenderà a frequentare il circolo locale, riponendo nella cura della propria persona e nella ricerca di buone frequentazioni tutte le sue speranze.
Ma sarà Elizabeth, la più austera e taciturna, a sorprendere tutti dedicandosi con dedizione che sfiora l'accanimento non solo alla collezione - che avrebbe potuto essere accettato - ma addirittura alla ricerca di reperti fossili sulle spiagge limacciose del villaggio.
E' così che in breve tempo i suoi stivaletti e le sue vesti si incrosteranno di fango e i suoi guanti saranno corrosi dalla salsedine.
E' così che farà la conoscenza e stringerà amicizia con Mary Annings, una ragazzina dalla natura libera e selvatica, che raccoglie e vende fossili fin dalla più tenera età per aiutare la famiglia a sbarcare il lunario.
E' così, soprattutto, che la sua reputazione verrà irrimediabilmente compromessa, guadagnandole la fama di originale.
Sono due le grandi storie che si intrecciano in questo romanzo. Quella di Elizabeth Philipot, gentildonna londinese impiantata a Lyme, che viene risucchiata dall'interesse per i fossili e si ritrova a vivere le dispute culturali del secolo relative all'evoluzione. Già, perché all'inizio dell'Ottocento era impensabile ammettere che alcune delle creature di Dio si fossero estinte, avrebbe significato ammettere un errore divino. E poi quella di Mary Annings che da semplice cacciatrice di "ninnoli" da rivendere a turisti curiosi, diventa una vera e propria esperta nella ricerca e ricostruzione dei primi animali preistorici portati alla luce.
L'emancipazione femminile passa anche dai fossili.
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