lunedì 24 novembre 2014

Mio fratello Simple - Marie-Aude Murail

Il mio entusiasmo per Marie-Aude Murail continua ed è stato rafforzato dalla lettura di Mio fratello Simple: un romanzo ironico, divertente, delicato e frizzante, come gli altri due dell'autrice che ho già avuto il piacere di leggere. 
Come in Oh, boy!, il tema è sensibile: Simple è un ragazzo con un grave ritardo mentale, anagraficamente ha ventitré anni, ma mentalmente soltanto tre. A complicare le cose c'è - o meglio, non c'è -  una madre morta quando i figli erano ancora piccoli, un padre che si vuole scrollare di dosso ogni problema e ogni responsabilità affidando il figlio a un istituto specializzato, e un fratello, minore e minorenne, che decide di prendersi cura del fratello maggiore personalmente togliendolo dall'istituto che Simple odia e paventa.
Peccato che occuparsi di Simple non sia cosa da poco, soprattuto quando hai diciasette anni e devi andare a scuola, studiare, cercarti una fidanzata, farti accettare dai tuoi nuovi coinquilini, insomma, vivere la tua adolescenza. E quando Simple ama scorrazzare per l'appartamento con i suoi Playmobil e il suo inseparabile e malridotto coniglio di pezza, il signor Migliotiglio, rispondendo al telefono e al citofono generando equivoci a non finire, fingendosi il signor Mutchbinguen quando piomba nell'appartamento la signora Seziali (= dei Servizi Sociali), puntando contro gli sconosciuti la sua stopila, la sua pistola giocattolo. 
Attorno a questa straordinaria coppia di fratelli ruotano i coinquilini: la bella Aria e il suo fidanzato altezzoso Emmanuel, il fratello di lei, Corentin in piena crisi esistenziale e il suo amico Enzo. E ancora l'anziano e litigioso vicino di casa e una coppia di ragazze, Béatrice e Zahara, una l'opposto dell'altra, entrambe compagne di scuola di Kléber, il fratello di Simple.
A trascinare gli eventi è Simple che con la sua pura semplicità, il suo sguardo senza filtri, le sue domande ingenue e dirette darà una svolta alla vita di tutti... e forse anche alla sua.
Tutto questo raccontato con il brio e il tocco lieve (ma non leggero) che contraddistingue l'autrice.

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