giovedì 6 novembre 2014

Asperger: un romanzo e un'autobiografia

Continua la mia ricerca sulla sindrome di Asperger, che questa volta mi ha portato verso il romanzo di Mark Haddon, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, e verso un'autobiografia, quella di Daniel Tammet, Nato in un giorno azzurro.  
E' ormai trascorso un po' di tempo da quando ho finito di leggere questi due libri ma non ne ho scritto subito per due motivi: entrambi mi hanno lasciata perplessa e un po' delusa, avevo grandi aspettative, forse troppe, e mi hanno lasciato un senso di insoddisfazione. Non che non siano interessanti, ma non mi hanno coinvolto o emozionato, insomma, non posso dire che siano brutti, ma non mi sono piaciuti. "Interessante" è l'unico aggettivo che userei per definirli, soprattutto quello di Tammet, e forse potrei aggiungere "consolatori",  nel senso che ti fanno vedere come un ragazzo con sindrome di Asperger può comunque farcela. Il secondo motivo, molto banalmente, è che non ho avuto il tempo perché una grande novità è entrata nella mia vita: l'insegnamento.

Il ragazzino protagonista del romanzo di Haddon è probabilmente troppo diverso da quello che conosco io e mi ha quindi reso difficile e "fastidiosa" l'immedesimazione. Non è quello l'Asperger che io conosco, non è quello che cercavo. Questo non è certo un buon motivo per giudicare un libro, ma su questo argomento che mi tocca così da vicino non riesco a scindere la mia esperienza personale dal giudizio più obiettivo. Sicuramente per altri il romanzo potrà essere istruttivo e anche piacevole.
Come nel caso del Il mistero del London Eye, anche qui il protagonista è un ragazzino con sindrome di Asperger che si trova a risolvere un giallo. A mio avviso il romanzo di Siobhan Dowd è molto meglio riuscito, e il suo aspie molto più simpatico.

L'autobiografia di Tammet, francamente, l'ho trovata un po' noiosa, a parte alcuni capitoli, quello ad esempio del suo soggiorno in Lituania o quello della sua infanzia. Senz'altro è molto rassicurante per un genitore che può leggere la storia di qualcuno che ce la fa nonostante le difficoltà che la sua sindrome comporta. Ciò che più mi è rimasto impresso è la tenacia dell'amore dei genitori di Tammet che hanno sempre creduto in lui, lo hanno sempre rispettato per quello che è, hanno cercato di andare incontro alle sue esigenze senza tuttavia "viziarlo" o commiserarlo, ma semplicemente concedendogli la stanza più silenziosa della casa, ed esempio, o permettendogli i suoi momenti di solitudine, i suoi giochi per altri incomprensibili, senza mai giudicare, senza farlo sentire sbagliato, amandolo così come tutti gli altri figli della loro numerosa famiglia.
Concludo con le parole di Daniel Tammet, che si riferisce qui al suo rappoto con Neil, ma che valgono secondo me per qualsiasi tipo di relazione (amorosa, di amicizia, familiare):

"Nessun rapporto di coppia è privo di difficoltà, soprattutto quando uno dei due ha un disturbo di tipo autistico. Comunque sia, credo che l'elemento davvero essenziale alla durata di un rapporto non sia tanto la compatibilità, quanto l'amore. Quando ami qualcuno, tutto è possibile."

Citazioni tratte da Daniel Tammet, Nato in un giorno azzurro, Rizzoli, Milano 2008.

1 commento:

  1. "Mentre me ne sto qui a scrivere dei miei primi anni di vita, sono sbigottito di fronte a tutto ciò che mia madre e mio padre hanno fatto per me nonostante ricevessero così poco appoggio. Ascoltare i loro racconti sulla mia infanzia è stata un'esperienza magica, perché ho potuto rendermi conto, a distanza di tanti anni, di quanto siano stati importanti nel fare di me la persona che sono oggi. Malgrado i miei tanti problemi, le crisi di pianto, i capricci inspiegabili e le altre difficoltà, mi hanno amato incondizionatamente e mi hanno sempre aiutato. Sono i miei eroi." Daniel Tammet, Nato in un giorno azzurro.
    Ecco, vorrei che queste fossero le parole di mio figlio tra una ventina d'anni! E quale genitore non vorrebbe sentirsele dire?

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e tu cosa ne pensi?

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