domenica 1 giugno 2014

Di tutte le ricchezze - Stefano Benni

Di tutte le ricchezze è uno dei romanzi più moderni che io abbia letto ultimamente. Quello che più mi ha colpito nella sua struttura è la frammentarietà: brevi capitoli, a loro volta spezzettati in brevi parti, fatte di brevi frasi. Siamo ben lontani dalla narrazione lenta, distesa e ricca dei romanzi di impronta ottocentesca. Personalmente mi sento più vicina a quest'ultimo tipo di racconto che a quello più moderno. Mi piace perdermi nelle parole, affondare in trame complicate e inseguire i personaggi nel loro sviluppo.
Questione di gusti.
La trama non è male e, una volta entrata nello stile particolare dell'autore, risulta anche coinvolgente. Ma, come mi succede spesso con questi romanzi "leggeri", non mi ha lasciato nulla. Così fuggevoli...
Ho apprezzato la commistione di prosa e versi, mi hanno invece un po' infastidito la ricerca dell'orginalità a tutti i costi e la critica della modernità a oltranza.
Cara Silvana, se ti piace Benni, leggi Pennac: è la sua bella copia, con l'aggiunta dell'elemento "giallo".

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