mercoledì 9 aprile 2014

Oh, boy! - Marie-Aude Murail

Ultimamente mi sto affezionando ad alcuni autori, tutti francesi, per coincidenza. Prima Pennac ora Marie-Aude Murail - già il nome mi piace un sacco, così musicale!
Dopo Miss Charity, ho letto Oh, boy!, entrambi editi da Giunti e classificati come libri per ragazzi. Ora, forse sono libri anche per ragazzi, o giovani adulti come si ama dire di questi tempi, ma non solo. Sono libri di facile lettura, e quindi adatti anche ad un pubblico giovane, ma sono scritti con cura e toccano temi importanti. Di Miss Charity ho già parlato; Oh, boy!, è un romanzo completamente diverso, per tema, ambientazione e stile, ma ugualmente godibile.

La storia è quella dei fratelli Morlevent: Siméon, superdotato che a quattordici anni sta preparando la maturità, Morgane, otto anni e due notevoli orecchie a sventola, Venise, "una bambolina" bionda e dai grandi occhi azzurri, pazza per le Barbies che predilige nude, Barthélémy, fratellastro di ventisei anni, bello, volubile e omosessuale, Josiane, sorellastra trentasettenne, oftalmologa e sterile. 
I primi tre Morlevant, abbandonati dal padre e rimasti orfani della madre, suicida, vengono trasferiti in un orfanotrofio in attesa di un tutore e fanno un giuramento, che suona "I Morlevent o la morte", altrimenti detto, nessuno potrà separarli. Ad occuparsi di loro Bénédicte, assitente sociale, e Laurence, giudice amante della cioccolata fondente. Gli unici parenti rimasti ai fratelli sono Barthélémy e Josiane, che vengono prontamente interpellati dalla giudice. Tra i due inizia una lotta per la custodia dei bambini, prima per non averli e poi... per averli.
Nel frattempo Siméon viene ricoverato per leucemia e queste sono, a mio parere, le pagine più toccanti del romanzo: un ragazzino di quattrodici anni alle prese con una malattia più grande di lui, un superdotato super razionale di fronte al dolore estremo e alla paura. A sostenerlo la persona più improbabile, ma sicuramente la più giusta.

Questo è un romanzo che fa sorridere molto senza risparmiarci qualche lacrima. Tra una battuta e l'altra si parla di famiglia, tolleranza, diritti e doveri, diversità, dolore e morte.

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