venerdì 28 marzo 2014

La prosivendola - Daniel Pennac

Inizio con un'ammissione di colpa: ho sbagliato. Avevo deciso di leggere tutta la serie malausseniana, in ordine, ma ho saltato La fata carabina. Me ne sono accorta appena ho iniziato a leggere, ma ormai la mia testa era già nel libro e la biblioteca lontana. Va be', poco male, lo leggerò dopo.
Come il precedente, anche questo romanzo mi ha calamitato, tanto che ho rimandato alcuni impegni domestici fino a quando non ho terminato la lettura e, se devo dire tutta la verità, sono pure arrivata tardi a riprendere i bambini da scuola.
Il coinvolgimento questa volta non è stato immediato, ma una volta catturata l'attenzione, è stato irrimediabile.
Entra in gioco la Regina Zabo, ovvero la direttrice delle Edizioni del Taglione che dopo aver reclutato Benjamin Malaussène come capro espiatorio, lo coinvolge nella più grande truffa editoriale del secolo presentandolo in pompa magna al grande pubblico come J.L.B. l'autore di best-seller che per sedici anni ha voluto serbare l'anonimato. Le vendite ultimamente ristagnano, e così la macchina pubblicitaria si mette in moto, mettendo Malaussène in un frullatore dal quale non uscirà tutto intero.
La trama è più macchinosa, l'azione meno scattante e i personaggi meno freschi, a mio avviso, ma rimane comunque un buon romanzo. Una lettura avvincente in cui però Pennac sembra lievemente sottotono: meno risate, più amarezza, bella scrittura, ma meno lampi di genio.
Ma io vado avanti nella mia lettura, Pennac mi è entrato nel cuore con tutta la sua sarabanda.

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