lunedì 13 gennaio 2014

DICONO CHE SONO ASPERGER - Paolo Cornaglia Ferraris

Poco prima di Natale sono stata catapultata nel mondo asperger e ora ci sono dentro fino al collo, e probabilmente anche di più, quindi per i prossimi mesi aspettatevi molti libri sul tema.
Questo libretto è diviso in due parti: la prima è la storia di un bambino asperger di dieci anni, raccontata in prima persona per spiegare ai suoi compagni di classe perché lui è così bizzaro, così diverso da tutti gli altri.
Perché non sa giocare a pallone nel cortile della scuola, perché parla sempre e solo di animali, perché non sa disegnare bene, perché non è capace di tenersi un amico, ma anche perché ha una memoria così eccezionale e perché è così bravo a scrivere i temi, al computer, però!, perché a scrivere... una fatica...
Il racconto mi ha ricordato questa frase di Nico Orengo nella sua introduzione al Piccolo Principe: "Sei anni è l'età in cui tutto d'un colpo il mondo si rivela senza limiti e in cui bisogna riuscire, che lo si voglia o no, a far passare questa immensità sconosciuta attraverso l'apertura stretta dell'imbuto. Ecco perché il Piccolo Principe aveva dovuto lasciare la sua stella e la sua rosa. Per prendere a poco a poco  conoscenza, così è la vita, di tutti gli altri pianeti che esistevano oltre al suo".
Loro, gli aspie sono così: delicati, puri, isolati e diversi. Si dice spesso di qualcuno che "vive in un mondo tutto suo", loro lo fanno davvero, e non per scelta.
La seconda metà è invece una guida per insegnanti e genitori, per aiutarli ad affrontare al meglio il percorso di scolarizzazione di questi ragazzini così particolari. Tante sono le strategie, i consigli e i metodi, ma questo a mio avviso è quello di gran lunga più importante: AMATELI!

"Essi possono essere istruiti ma solo da coloro che danno loro reale comprensione e affetto, persone che mostrano gentilezza verso di loro".  (Asperger)


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