lunedì 3 giugno 2013

Il destino dei Malou - Georges Simenon

Ho vinto la pigrizia, ho sfidato la forza di gravità che mi fa inesorabilmente calare la palpebra e ho letto. Ho letto un libro intero!, come dissi emozionata da bambina quando riuscii la prima volta nell'impresa. Ho provato un'emozione simile ora che sono riuscita a leggere un intero romanzo, il mio primo Simenon, a cui penso proprio che ne seguiranno altri. Non ho cominciato dai casi del commissario Maigret non per scelta, ma un po' per caso, ma non me ne pento.

Il destino dei Malou è una lettura piacevole e scorrevole che mi ha ricordato per certi versi I Buddenbrook di Thomas Mann, senza averne la pesantezza, e per altri Dickens, soprattutto per la figura di Eugène Malou.
Come il romanzo di Mann è la storia di una famiglia dalla sua ascesa sociale alla sua rovina con un'apertura alla speranza in questo caso.
Eugène Malou si spara un colpo di pistola in testa e lascia la famiglia nei guai. La moglie e gli altri figli non tarderanno a voltargli le spalle, preoccupati solo di salvaguardare il loro personale benessere. Il figlio minore,  Alain, un adolescente apparentemente un po' svampito, è invece deciso a scoprire chi era suo padre e nella sua ricerca si imbatte in verità a volte scomode ma comunque preferibili all'ignoranza in cui era sempre vissuto. Seguendo questa linea di lettura Il destino dei Malou potrebbe anche essere definito un romanzo di formazione, ed è toccante la tenerezza con cui l'autore accompagna questo giovane che si fa strada nella vita da uomo che lo attende.
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