lunedì 18 novembre 2013

Come un romanzo - Daniel Pennac

Si legge come un romanzo, e fa sognare come un romanzo. 
L'ho letto in un giorno e l'ho riletto il giorno successivo. Poi ci ho pensato su e ora, forse, sono pronta a parlarne. 
Innanzitutto ringrazio la mia amica Michela che discretamente ma con costanza ha suscitato la mia curiosità per questo libro, che definire un saggio è troppo poco perchè non rende idea di come è scritto e delle corde profonde che tocca. Non si può dire che lei lo abbia caldeggiato, ma buttando una citazione lì e un richiamo là ha tenuto desta l'attenzione. Grazie Michi!
E ora, se voi non siete così fortunati ad avere un'amica, nonché vicina, così, o vi trasferite o vediamo se riesco a raccontarvelo io.

Avete dei figli/nipoti/figliocci e vorreste trasmettergli il vostro amore per la lettura? Leggetelo. Siete degli insegnanti di lettere - ahi, ahi, ahi!- e vorreste avvicinare i vostri alunni alla letteratura? Leggetelo. La lettura è la vostra passione e vorreste diffonderla nel mondo? Leggetelo. O leggetelo semplicemente perché è bello, interessante, piacevole, divertente e anche breve.

Pennac è partito dalla sua esperienza di insegnamento nei licei francesi e dai suoi incontri con allievi che non leggevano e con i genitori di questi allievi che proponevano la lettura come un dovere scolastico o sociale. Ah, leggere si deve, certo! Ma perché?
Leggi per imparare, per istruiti, per ampliare il tuo vocabolario, per avere qualcosa di cui parlare, per essere bravo a scuola, perché devi consegnare la scheda di lettura, fare le sequenze, rispondere alle domande di comprensione... Alt! Leggi perché è bello. Leggi per il piacere della lettura.
E così il professor Pennac entra in classe e comincia a leggere ad alta voce Il profumo di Suskind a una classe allibita e sospettosa. Alla fine dell'ora non fa domande, non assegna compiti. Chiude il libro per riaprirlo e ricominciare la lettura alla prossima lezione. E succede che gli studenti - non tutti, eh! - sono andati a cercarsi il libro e lo hanno  letto, succede che qualcuno si rilassi a tal punto da addormentarsi, succedde che in classe si inizi a parlare di libri. E tutto questo semplicemente offrendo una lettura.
E' la stessa magia delle fiabe delle buonanotte raccontate dai genitori ai bambini, normalmente solo fino a quando non sono in grado di leggere da soli - errore- o quando sono stati bravi - altro errore - o quando non ci sono cose più importanti da fare. La lettura deve essere gratuita, non è una ricompensa, non è merce di scambio, non ti leggo solo perché tu non ne sei capace, ed è importante. La lettura ai bambini/ragazzi è intimità; leggo a te perchè ti voglio bene e "Dobbiamo proprio volerci  bene, noi due, per accontentarci di quest'unica storia, ripetuta all'infinito!".
I miei genitori non mi hanno mai letto niente. Mio papà ogni tanto ci raccontava una storia, sempre la stessa, in dialetto; noi non capivamo nemmeno tanto bene, ma gli chiedevamo sempre "Ancora, ancora!".
Io e mio marito abbiamo l'abitudine di leggere ai nostri bambini. Anche se è facile perderla l'abitudine, per stanchezza, per via di tutto il resto che rimane da fare una volta messi a letto loro e per mille altri futili motivi. Ultimamente in casa c'è un po' di scompiglio per via della nosta piccolina che è, diciamo... esigente... e troppe sere i libri sono rimasti sullo scaffale. Ho notato con tristezza e anche senso di colpa, che meno leggiamo meno loro vogliono leggere. Per fortuna ho incontrato Pennac al momento giusto! Abbiamo ripreso le nostre letture serali e dopo le poche resistenze iniziali, ora è ritornato ad essere un appuntamento costante e importante perché "mandarlo a letto senz raccontargli la storia voleva dire far precipitare la giornata in una notte troppo nera. E lasciarlo senza averlo ritrovato. Punizione intollerabile, sia per lui, sia per noi."

Leggiamo sempre ai nostri bambini e ai nostri studenti, quando ce lo chiedono, ma anche quando non lo fanno. E forse un giorno saranno loro a leggere a noi qualcosa e allora, "se vogliamo fargli un ultimo piacere, addormentiamoci mentre ci legge una storia".


Tutte le citazione sono tratte da Daniel Pennac, Come un romanzo, Feltrinelli, Milano 1996.




2 commenti:

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