lunedì 14 ottobre 2013

Jane e la disgrazia di lady Scargrave - Stephanie Barron

Un romanzo mistery ambientato nell'Inghilterra del XVIII secolo, proprio all'epoca di Jane Austen che, udite!udite!, si pretende essere la voce narrante del romanzo.
Nella prefazione Stephanie Barron si presenta come la curatrice di questo manoscritto inedito della famigerata scrittrice, giunto nelle sue mani per un caso fortunoso quanto improbabile.
Lo sforzo della Barron è immane: scrivere un romanzo non solo "alla Jane Austen", ma addirittura da Jane Austen. Senza dubbio ce l'ha messa tutta ed è stata brava. Il romanzo riprende temi, toni, caratteri e linguaggio della Austen ricalcandoli fedelmente, forse fin troppo. Il risultato mi è parso ridondante: più Austen della Austen stessa.
Ciò non toglie che sia un romanzo molto godibile: intreccio avvincente - del resto l'autrice ha lavorato per la CIA come Intelligence Analyst - e buona scrittura. Ma Jane Austen rimane inimitabile.
A supporto del mio giudizio riporto qui due frasi dalla prima pagina:

"Quando una giovane gentildonna più dotata di buone maniere che di mezzi ha il buon senso di conquistare l'affetto di un gentiluomo più anziano, vedovo, possidente e agiato, si considera solitamente che il connubio sia dovuto all'intelligenza di entrambe le parti."

"Tuttavia, allorché il gentiluomo anziano muore all'improvviso di disturbo gastrico dopo tre mesi di matrimonio, lasciando alla moglie una proprietà considerevole, da dividere in parti uguali con il suo erede; e quando l'erede in questione offende la decenza prodigando le proprie attenzioni alla vedova...!"

La prima citazione, che costituisce l'incipit del romanzo, è assolutamente austeniana, ma nella seconda si tradisce uno spirito più moderno, soprattutto in quei tre puntini di sospensione seguiti da un punto esclamativo.
Sarebbe interessente leggere il testo in lingua originale.

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