lunedì 18 febbraio 2013

Orgoglio e pregiudizio - Jane Austen

"Se hai proprio bisogno di dirmelo, posso anche starti a sentire."

Ecco, è questo che mi piace di Jane Austen, il suo tono leggero e sferzante, il suo umorismo lieve e pungente, mai eccessivo o respingente, sempre piacevolissimo da leggere. La scorrevolezza del discorso e dell'intreccio, la levità con cui guarda alla vita. In questo romanzo non c'è nulla di drammatico o irrimediabile, anche dalle situzioni più intricate si esce, anche nelle condizioni più sconvenienti si trova il modo di vivere serenamente. 
Che poi, a dirla tutta, la trama non è per nulla sostanziosa: cinque sorelle in età da marito, una madre accanita e un padre indolente, un villaggio di campagna, due gentiluomini di passaggio e un gruppo di ufficiali stanziati nelle vicinanze. Solo il talento della Austen poteva trarne un romanzo di tale livello.
Come scrisse Sir Walter Scott: "Quella giovane donna aveva, secondo me, il miglior talento che io abbia mai incontrato per descrivere i coinvolgimenti, i sentimenti e i personaggi della vita quotidiana".
Jane Austen scrive solo di quello che conosce e infatti le sue storie trattano sempre lo stesso tema e mettono in scena lo stesso tipo di personaggi; nei suoi romanzi succede davvero poco, ma il pregio dell'autrice è quello di tenere sempre desta l'attenzione e la curiosità del lettore che non si stanca mai di leggere questa prosa pacata e rilassante.
In questo la trovo molto diversa da Emily Bronte, alla quale viene spesso accostata e personalmente la preferisco e la considero più moderna, lontana da quel sentire tragico e melodrammatico della sua collega. 
E con questo mi fermo qui perché non è per nulla facile commentare un'autrice su cui tanto si è detto e scritto e come scrisse Virginia Woolf nel suo saggio Sulla malattia, riferendosi a Shakespeare:
"Con tutto questo brusio di critici intorno a noi, possiamo proporre le nostre ipotesi soltanto in privato, fare solo qualche nota a margine; ma, siccome sappiamo che qualcuno l'avrà già detto prima di noi, e magari anche meglio, si perde un po' il gusto di farlo".
Io ho già osato tanto.

1 commento:

  1. sempre molto interessante Angi, aggiungerei una cosa (ma hai ragione, lo hanno già detto meglio altri) in Orgoglio e Pregiudizio è il suo unico romanzo dove si è davvero permessa di sognare, dove una signorina di campagna ha il coraggio (come l'autrice) di dire no a un matrimonio economicamente tranquillo quanto sentimentalmente deludente, per puntare più in alto, sempre più in alto, all'amore vero, ad un'anima a noi affine. E' una scommessa, un completo azzardo, che mette a rischio l'intera famiglia,contro il giudizio della società. E il coraggio dell'eroina viene premiato, in questo romanzo i desideri si avverano, sia per chi ha desideri piccoli, sia per chi ha desideri grandi. L'autrice ci provoca: e i vostri desideri, quanto sono grandi? e quanto coraggio avrete? Francesca C.

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