giovedì 27 dicembre 2012

Leggere - Corrado Augias

Era da un po' che non leggevo Augias e non sentivo parlare di lui, ne avevo un buon ricordo, che è stato spazzato via da questo libro che definirei inutile. Non che sia brutto o noioso o "sbagliato", semplicemente non aggiunge nulla di più o di nuovo. L'autore si propone una sorta di esortazione alla lettura, e in questo manca completamente il suo obiettivo, e cade in una rivistazione autobiografica del suo personale percorso di lettore. Per dare un po' di sale al tutto due capitoli su otto sono dedicati alla letteratura erotica, senza suscitare alcun prurito o interesse. Pare di assistere a un vecchio talk show o di sentire le trite lamentele dei vecchi maestri di scuola che si lamentano perché i ragazzi non leggono abbastanza.
Un consiglio: se state cercando un libro per suscitare in qualcuno l'amore per i libri e la lettura, questo non fa per voi.

venerdì 21 dicembre 2012

Accabadora - Michela Murgia

Avrei voluto augurare a tutti buon Natale lasciandovi un bel libro dallo spirito natalizio, invece, il romanzo che vi lascio prima delle festività è ombroso, misterioso eppure, a mio parere, stupendo. L'ho letto in due giorni, anzi in due sere e, se vorrete leggerlo, vi consiglio di fare altrettanto: leggerlo la sera con una luce soffusa e il silenzio intorno.

L'accabadora, in sardo, è "colei che finisce", la donna che con gesto pietoso pone fine alle sofferenze di un malato sul filo della vita, per richiesta sua o dei familiari. Nella comunità è una figura rispettata, ma anche temuta e quasi emarginata. L'accabadora che dal titolo al romanzo è Bonaria Urrai, la sarta del paese, mai sposatasi e senza figli fino a quando decide di prendere con sé come "fill'e anima" Maria Listru, l'ultima di quattro figlie di una donna rimasta vedova e ridotta in povertà. E' una storia sull'essere madri e sull'essere figlie, sull'essere donne, sulla responsabilità di prendere delle decisioni o non prenderle.
Potrebbe essere definito un romanzo di formazione se letto dal punto di vista di Maria, che incontriamo seienne e lasciamo donna, oppure un romanzo di "congedo" se vogliamo prediligere la figura di Tzia Bonaria, o ancora un romanzo di folklore, ma questa è la definizione che meno mi piace.

Michela Murgia ha una scrittura pulita, coinvolgente e convintcente che rimpiango di non aver scoperto prima. ... non tutti i premi vengono per nuocere... Accabadora ha vinto il Campiello 2010.

mercoledì 19 dicembre 2012

La libreria stregata - Christopher Morley

Dopo aver letto con piacere Il parnaso ambulante, ho deciso di provare un altro romanzo di questo autore per me nuovo. La lettura è stata anche questa volta scorrevole e rilassante, con ottimi spunti. Devo ammettere che è un po' naif e torna a ripetersi spesso, ma non si può sempre pretendere l'eccellenza, o no?
Voglio dire: esistono diversi generi di libri, questo è uno di quelli che definirei "di svago", da leggersi accoccolati sul divano, magari davanti al camino, dopo un lauto pasto natalizio. 
E' un giallo leggero e il mistero ruota attorno alla libreria, che dà il titolo al libro ed è gestita dal già noto Roger Mifflin, e a un libro che scompare e riappare in luoghi diversi. Vi sono coinvolti, oltre al libraio, una giovane e facoltosa apprendista, un rampante agente pubblicitario, un farmacista tedesco e un barbuto vice capocuoco. 
Morley scrisse questo romanzo nell'immediato dopoguerra ed echi della terribile esperienza rimangono anche qui, a mio parere, non a tutto beneficio del romanzo.

Riporto qui un passaggio che è un ottimo esempio di ciò che mi piace in questo autore, come prosa e come pensiero:

"La libreria stregata era un luogo delizioso, specialmente di sera, quando le sonnolente alcove erano illuminate dalla gaia luce delle lampade splendenti sulle file di libri. Molti passanti scendevano i gradini per mera curiosità; altri, visitatori abituali, vi entravano con la stessa conformante sensazione che prova un uomo quando entra nel suo club. (...) E' da notare che tutte le librerie aperte di sera hanno molto lavoro nelle ore dopo cena. E' forse perché i veri amatori di libri sono una genia notturna, che si avventura soltanto quando il buio e il silenzio e la luce velata delle lampadine attirano irresistibilmente verso la lettura? Certo è che la notte ha una mistica affinità con la letteratura, ed è strano che gli Esquimesi non abbiano creato grandi libri."

Christopher Morley, La libreria stregata, Sellerio, Palermo 1993.

mercoledì 5 dicembre 2012

A voce alta - Bernhard Schlink

Penso che questo sia il libro più pieno di punti interrogativi che mi sia mai capitato tra le mani. Un susseguirsi di domande retoriche a se stesso e al lettore, una sfilza di perifrasi e contorcimenti della frase, e del pensiero, su se stesso. Solo per fare un esmpio:

" Capivo che lei era offesa. Capivo che lei non era offesa perché io non potevo offenderla, ma che lei non poteva lasciar correre, dato il mio comportamento...."

E questo cosa sarebbe? Una pagina di diario intimo, un flusso di coscienza? Nè l'uno né l'altro purtroppo. La narrazione procede tutta così, più o meno.

Non mi è piaciuto niente di questo libro: non lo stile, non la trama, non la struttura e nemmeno i personaggi. Ho trovato quasi offensivo il ricorso alla tragedia dei campi di sterminio per costruire questa storia d'amore? di passione? Giusto per usare lo stile dell'autore... 
Tre nette divisioni: la prima incentrata su una relazione al limite della pedofilia, con la seconda ci troviamo nell'aula di un tribunale che deve giudicare ex-SS, la terza ci porta tra le mura di una cella e quelle di una stanza tra cui si instaura una corrispondenza di quelli che oggi chiameremmo audiolibri.

Cosa c'è di verosimile in questa storia? Una donna che per nascondere il proprio analfabetismo scappa per tutta la vita e arriva ad arruolarsi nelle SS, per poi rimediare alla sua "mancanza" in carcere. Ammesso che una storia del genere sia credibile, non capisco perché dovrei provare compassione, e anzi stima, per questa donna, come sembra voler far passare l'autore.

Se dovessi definire questo libro con un aggettivo, questo sarebbe "urticante".
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