mercoledì 26 settembre 2012

La fratellanza e la sorellanza, ovvero un inno alle famiglie numerose

Ieri sera ho fatto casualmente una scoperta tenerissima e molto divertente: è un libro per bambini dal titolo Un leone e due bici, scritto da Lucia Panzieri e illustrato da Francesca Chessa, edizioni Lapis.

Francesco è l'ultimo di tre fratelli e sta cercando di capire se ad essere il più piccolo ci si guadagna oppure no. Allora pensa a tutte quelle volte che i suoi fratelli maggiori hanno dovuto cedergli il boccone più prelibato, hanno dovuto accettare di ascoltare la storia da lui scelta perché, come dicono i suoi genitori, lui è piccolo e bisogna avere pazienza. Poi però si annoia quando i suoi fratelli grandi sono a scuola e lui rimane solo e li invidia perché loro giocano con gli amici grandi e non pensano a lui, vanno veloci sulle loro biciclette, mentre lui deve andare con la mamma, che è una fifona e va come una lumaca. Ma quando giocano al circo, suo fratello fa il giocoliere, sua sorella la ballerina e il piccolo Francesco fa il leone; tutti insieme riscuotono un grande successo e Francesco capisce che "forse la cosa più bella non è tanto essere piccoli o essere grandi, ma avere dei fratelli, per addormentarsi con una ballerina e un giocoliere o anche con un leone che così ti difende se la sera hai un po' paura".

leone e due bici
Vorrei dedicare questo libro innanzitutto alle mie sorelle, poi ai miei figli che tra poco saranno in tre e che già la sera si fanno le loro belle chiacchierate al buio. E poi a tutti coloro che hanno, o avrebbero voluto avere, uno o più fratelli, che hanno, o avrebbero voluto avere, due o più figli, perché forse la cosa più bella è sentirsi amati e sapere che in famiglia c'è sempre un posto per te.




venerdì 21 settembre 2012

Il grande Gatsby - Francis Scott Fitzgerald

La cosa che più mi è piaciuta di questo libro è... il nome dell'autore. E' affascinante, no? 
Per il resto, più che un romanzo mi è sembrato il canovaccio di un film americano anni '30, e probabilmente non è un caso che l'autore sia poi diventato uno sceneggiatore. Senza nulla voler togliere alla professione dello sceneggiatore, non penso proprio che si sia al livello del romanziere. Non c'è spessore nei personaggi, non c'è intreccio nella trama, non c'è poesia nelle descrizioni. Una storia... d'amore? squallida e triste, iniziata male e finita peggio.
Nulla che abbia lasciato in me una qualche impronta, solo una lieve sensazione di amarezza e di fastidio.

Ora proverò con Gosh e, a seconda di come procederà la lettura, potrei affiancarci anche un saggio. Mi devo rifare!

mercoledì 12 settembre 2012

Il giocatore - Fedor M. Dostoevskij

Finalmente si torna a leggere romanzi! Mi sono detta: "per ricominciare alla grande scegliamo qualcosa di solido, sicuro e corposo - ma non troppo" e mi è venuto in mente Il giocatore di Dostoevskij. 
Già da un po' di tempo era nella mia lista mentale e, avendolo a portata di mano in casa, mi ci sono buttata e l'ho letto in due o tre giorni. Però... però non mi ha soddisfatto. Questo non è il mio Dostoevskij! Io cercavo una "versione ridotta" di Delitto e Castigo o L'idiota, invece mi sono trovata di fronte a qualcosa di completamente diverso. Leggendolo stentavo a credere di avere sotto gli occhi Dostoevskij, mi pareva di leggere un romanzo francese, sul tipo di Maupassant, per esempio. Giusto per chiarire: io amo la letteratura francese - non Maupassant in particolare - ma aprendo un romanzo di Dostoevskij mi aspettavo di immergermi nella letteratura russa. Il libro si è riscattato nella fase finale, in particolare nell'ultimo capitolo, in cui il lettore dostoevskiano ritrova i parametri, il tono e lo stile di cui è stato in cerca per tutto il romanzo.
Intendiamoci, non è che il resto del romanzo sia da buttare; è un romanzo molto piacevole da leggere, scorrevole e anche divertente, in particolare per la figura della vecchia nonna, esilarante!, ma non è Dostoevskij.
Nel capitolo finale viene finalmente fuori la figura del giocatore e lo spirito russo, e così ho potuto chiudere il libro riponendolo con tranquillità sullo scaffale accanto al resto della letteratura russa.

P.S. Mi ha stupito, e urtato, leggere l'introduzione di Antonio Pennacchi non tanto per le opinioni che vi esprime (diametralmene opposte alle mie) ma per il tono "strafottente" e pubblicitario che mi è parso assolutamente fuori luogo.


venerdì 7 settembre 2012

Diario di una scrittrice - Virginia Woolf

Non avrei mai pensato di dirlo della mia cara Virginia, ma questo diario mi ha annoiato. Tenuto in serbo per tanti mesi e iniziato con grande curiosità, me lo sono trascinato per tutta l'estate, intestardendomi nella volontà di completarne la lettura alla ricerca della "rivelazione". 
L'immagine che mi è rimasta è quella di una donna certamente molto colta e molto appassionata, ma anche fragile e confusa, ossessionata dal suo lavoro e in balia delle critiche. Inizialmente anche in affanno per la ricerca del guadagno e del rispetto della comunità letteraria.
Nel complesso ho trovato il diario troppo frammentario e ripetitivo, sarà anche dovuto al fatto che si tratta di una selezione ad opera del marito che ha voluto tutelare la memoria della moglie omettendo le pagine più personali e trasmettendoci solo quelle relative alla sua professione.
Mi aspettavo qualcosa di più simile ai Diari di Sylvia Plath che avevo gustato a fondo e che, probabilmente, avevo sentito più umana e più vicina a me.

Voglio riportare qualche breve estratto:

"Ma con quanta interezza vivo nella mia immaginazione; come dipendo assolutamente da zampilli di pensiero che mi vengono mentre cammino, mentre mi siedo; cose che roteano nella mia mente, componendovi un incessante corteo, che dovrebbe essere la mia felicità."

"Ciò che voglio, invece, è avere l'uso incondizionato di un altro mondo. E questo lo ricevo da Proust."

"Che fonte inesauribile di piacere sono i libri per me! Sono entrata e ho visto il tavolo coperto di libri. Li ho sfogliati e annusati tutti. Non ho potuto trattenermi dal portarmi via questo e cominciarlo. Credo che potrei vivere qui beatamente, leggendo in eterno."

"Sì, bisogna sempre tenere classici a portata di mano per evitare di adagiarsi."

Virginia Woolf, Diario di una scrittrice, Beat, Roma 2011.

mercoledì 5 settembre 2012

Settembre: si ricomincia

Oggi ha riaperto anche la scuola materna e, finalmente!, si riprende la routine quotidiana, fatta di mattine solitarie tra varie faccende e tanti tanti libri e pomeriggi interamente dedicati con gioia ai bimbi. L'equilibrio è quello che mi è mancato. Io adoro i miei bambini e mi piace passare del tempo con loro, ma ho anche bisogno del mio spazio e dei miei tempi per poter essere una mamma presente e gioiosa, più serena ed equilibrata.

Per prepararci al grande rientro, ieri io e il grandone (... i cinque si avvicinano!) abbiamo fatto un bel giro in biblioteca. Questo il nostro bottino:


E oggi è atterrato a casa un pacco dono pieno di libri in volo dagli USA:


Vi faremo sapere nei prossimi giorni le nostre preferenze e la sottoscritta ricomincerà anche a leggere i suoi libri e a parlarne qui. Spero che questa lunga attesa forzata sarà riscattata da tante belle sorprese letterarie.
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