martedì 21 agosto 2012

La fatica delle vacanze

Sono stati giorni intensi e, a dirla tutta, faticosi. Tra il caldo torrido, due bambini irrequiti intorno e uno in gestazione nella pancia, mi sono trovata spesso in difficoltà. La nausea non ha aiutato e un incidente del figlio maggiore è arrivato a complicare le cose: avete mai provato a tenere fermo per tre settimane un bambino di 4 anni, dovendo gestirne un'altra di due che inizia a trovare molto divertente fare dispetti a suo fratello e portargli via i giochi? Be', non ve lo auguro!
Abbiamo passato in rassegna tutte le attività statiche proponibili a un bambino: costruzioni, puzzle, didò, pasta di sale, playmais, disegni, pitture, acquarelli, adesivi, giochi da tavolo, cartoni animati e letture, ovviamente. Ma l'impulso di correre e saltare è insopprimibile in un bambino!
Inutile dire che i miei libri giacciono intonsi sul mio comodino... ora ci siamo arresi alla calura e alla stanchezza e abbiamo accettato di partire per una settimana in montagna in compagnia dei nonni, confidando che siano un aiuto e non un'ulteriore fonte di stress.
Cercheremo di goderci gli ultimi giorni di vacanza e prepararci alla riapertura degli asili, a cui guardo - e lo dico con una punta di vergogna, ma in tutta sincerità -  come a un'ancora di salvezza.

P.S. Questo è un post atipico nel mio blog, ma volevo spiegare il mio prolungato silenzio, Spero di poter tornare alla normalità al più presto.

lunedì 6 agosto 2012

Ho perso il segno

"Ho perso il segno": era questa la triste ammissione che si sentiva sussurare con un pizzico di timore tra i banchi di scuola quando il maestro ti chiedeva di proseguire nella lettura. E spesso questa frase è ritornata nei miei primi tentativi di lettura con intorno bambini piccoli. Ora sono una veterana!
Passando dalla pagina al libro, mi vengono in mente tutte le volte in cui, per un motivo o per l'altro - il libro chiuso in fretta per scendere dal metrò, un colpo di vento, una disattenzione, una pagina troppo scivolosa o un bambino troppo birichino - mi sono persa tra le pagine di un libro faticando a ritrovare il punto da cui riprendere la lettura.
Ho sempre usato i segnalibri e sono una loro devota ammiratrice; penso che siano utili e servizievoli, e spesso sono anche belli. Ce ne sono di ogni foggia, materiale e tipo, da quelli eleganti a quelli più spartani, dai raffinati agli spiritosi.
Dopo aver perso il mio prediletto, ultimamente uso quelli che si trovano in omaggio nelle librerie o nelle biblioteche, vista la mia sbadataggine e l'istinto predatorio dei miei figli che sono attirati dai segnalibri come orsi dal miele. La piccolina trova molto divertente sfilarli dalle pagine, piegarli, appallottolarli o sminuzzarli; al grande piace usarli come spade per giocare ai pirati, ponti per le sue costruzioni o ventagli nelle ore più calde. Io cerco di preservali come posso e li custodisco con cura, anche per loro.
I miei preferiti sono quelli tradizionali di cartoncino, ne ho di bellissimi:


Quello che ho perso era in carta di riso, ne ho anche uno di stoffa (un gattino, di quando ero piccina) e uno di metallo, che non amo molto. Una vecchia amica me ne regalò uno personalizzato costruito con alcune mie foto: fu un regalo bellissimo.
Alcune case editrici li includono nel loro catalogo e ne fanno un vanto.
Vi avevo già fatto vedere quelli di Lavieri, questi invece sono di La Vita Felice:

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Non tutti i lettori usano i segnalibri, alcuni preferiscono le orecchie agli angoli delle pagine, per esempio. Le ho sempre aborrite, ma ora ho incominciato ad usarle, anche se sempre con una stretta al cuore, non per tenere il segno, ma per ricordarmi di un passaggio memorabile o interessante. Altri usano il risvolto della quarta di copertina, o un biglietto del tram, del cinema, etc.
Poi ci sono i super precisi che con il post-it segnano addirittura la riga a cui sono arrivati. O quelli che ricordano a memoria il numero di pagina da cui ripartire - lo fa mio marito, ma sospetto che sia uno dei pochi.
Io resto fedele ai segnalibri e continuo a collezionarli. Sono oggetti utili, belli e poco ingombranti, possono essere una simpatica idea per un piccolo regalo, anche fai-da-te.

Guardate la mia amica Mia di Mammachevita cosa riesce a fare:

 Un segnalibro che parla da solo
 Un segnalibro minimal chic
Un segnalibro colorato e morbidoso per chi vuole allegria e coccole
Un segnalibro coloratissimo e divertente per i bimbi che quando si saranno stancati di usarlo come segnalibro con un giretto di temperamatite potranno dare sfogo alla loro fantasia di piccoli artisti
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