venerdì 29 giugno 2012

Libri in valigia

Siamo in partenza per due settimane: la prima al mare, la seconda tra le dolci colline della Toscana.
In tempi antichi avrei riempito la valigia di libri, oggi, partendo con prole al seguito, mi limiterò a due, forse tre, se riesco a farmi spazio tra costumi, pantaloncini, pannolini, magliette, secchielli, palette, ecc. ecc. ecc., e ovviamente libri per bambini.

Ho scelto un romanzo di Amitav Gosh, Mare di papaveri: 543 pagine, la guerra dell'oppio raccontata da un grandissimo narratore; un veliero come microscosmo su cui si incontra la più varia umanità, e conoscendo l'autore, ascolterò delle storie fantastiche.
Un Diario, quello di Virginia Woolf (non potevo certo lasciarla a casa, vi pare?).
E un saggio: Leggimi forte, sulla lettura ad alta voce rivolta ai bambini.

Infilo in borsa anche I Buddenbrook, ormai in dirittura d'arrivo.
La speranza è di riuscire a leggerne almeno uno.

Per loro tra le novità ho selezionato: Oh, che uovo!, Ninna nanna ninna mamma, Di chi sono questi nasii? e I tre briganti.

Vi aspetto al rientro per il resoconto. Intanto se ne avete voglia scrivetemi cosa leggerete voi quest'estate e se vi dilettate con le fotografie vi lancio una proposta: mandatemi via mail (raguso.pendergast@gmail.com) una foto della vostra libreria e/o biblioteca preferita o un ritratto di un lettore (voi, un amico/a, un parente, un bambino,...).

Buone vacanze!

domenica 24 giugno 2012

Con gli occhi dei bambini: buoni propositi per le vacanze

La scuola materna sta per chiudere i battenti e tra pochi giorni mi troverò a vivere intense giornate con i miei pargoli. Il mio buon proposito per queste vacanze estive è cercare di guardare il mondo attraverso i loro occhi, per capire cosa passa per la loro testolina e trovare soluzioni alternative alle grida selvagge e ai musi lunghi.
Mi farò accompagnare da questa frase della mia cara Virginia:

"Diventare bambini significa essere molto letterali, trovare ogni cosa talmente strana, che niente sorprende; non avere cuore, non avere pietà, eppure essere così appassionati che uno sgarbo o un'ombra avvolge il mondo nella malinconia."

(Virginia Woolf, Lewis Carroll, 1939. In La signora dell'angolo di fronte, Il saggiatore, Milano 1979)

Intanto, per preparami, ho finalmente letto Alice nel paese delle meraviglie in edizione integrale.

Qualcosa mi dice che ne vedremo delle belle!






martedì 19 giugno 2012

I no che aiutano a crescere - Asha Phillips

Quando ero incinta avrei voluto essere una ginecologa per placare le mille ansie che mi assillavano, quando avevo i bimbi molto piccoli avrei voluto essere una pediatra per fugare i dubbi quotidiani  - ed evitarmi qualche telefonata di troppo e qualche gita notturna al pronto soccorso -  ora che ho i bimbi cresciuti - gli americani li chiamano "toddlers", no so quale sia l'equivalente italiano, vorrei essere una psicologa.
Dal momento che già la prima laurea giace inutilizzata nel cassetto, non penso che sia il caso di intraprendere un nuovo corso di studi e così mi aggiorno come posso, avvalendomi della letteratura, sia scientifica che popolare, attualmente in commercio; oltre che delle chiacchiere con le altre mamme, ovviamente.
Alle prese con la disciplina dei miei figli, del primo in particolare, ma anche la seconda ci darà presto del filo da torcere, ho letto questo libro: I no che aiutano a crescere.
Il tema fondamentale è la definizione dei limiti che aiutano un bambino a crescere sano e consapevole di sé, ed è declinato dalla nascita all'adolescenza.
Molta saggezza comune e buon senso, che però non fa male veder messi nero su bianco, tanti esempi concreti e qualche buon consiglio.
Utile per ritrovare conferme quando ci si perde, per rafforzare l'autostima quando i tuoi dolci pargoli la calpestano e per prevenire derive familiari.

lunedì 18 giugno 2012

Alice nel Paese delle meraviglie - Lewis Carroll

"... ma Alice si era così abituata ad aspettarsi soltanto cose straordinarie, che ormai le pareva assolutamente noioso e sciocco che la vita procedesse nel solito modo."

Lewis Carroll, Alice nel Paese delle meraviglie, La biblioteca di Repubblica, Roma 2011.

Finalmente ho letto Alice nel Paese delle meraviglie. Tutti lo conoscono per fama, grazie soprattutto al film Disney che - detto per inciso - trovo fatto molto bene, ma quanti lo hanno letto? Io, per prima, l'ho fatto solo ora. E' stata una lettura piacevole, non esaltante; il cartone animato mi piace molto di più, il film, invece, non l'ho visto.
Ho letto i primi capitoli ad alta voce e penso che questo libro si presti benissimo al racconto orale. Infatti pare che sia nato proprio per accontentare la richiesta di una bambina che reclamava una storia dal suo precettore. La storia riuscì così bene che il reverendo Dodgson (alias Lewis Carroll) decise di metterla per iscritto.
Leggendo il racconto ad alta voce si entra meglio nel ritmo della storia e le immagini evocate si materializzano con più vivezza; penso che sia quello che accade ai bimbi quando si racconta loro una favola, riescono a vedere quello che noi leggiamo.
Non starò a ripetere le vicende che tutti conoscono né mi voglio soffermare sul trito tema del sogno, vorrei solo che questo libretto fosse un invito a vedere il lato magico e incantato della realtà di tutti i giorni, un invito a  correre il rischio di seguire il coniglio bianco, di tanto in tanto.



venerdì 15 giugno 2012

Piccole ironie della vita - Thomas Hardy

A guardarlo è un libro molto invitante. Io lo trovo bellissimo, così sobrio ed elegante. Mi piace molto questo blu delle copertine Sellerio e amo la carta Palatina su cui è stampato.
Questo volume fa parte della serie che ho acquistato alla libreria di corso XXII Marzo: evidentemente quel giorno mi sono lasciata sedurre dall'estetica.
Piccole ironie della vita è una raccolta di racconti di Thomas Hardy che hanno come filo conduttore l'ironia della sorte.
Francamente li ho trovati terribilmente noiosi, monotoni, manieristici, quasi esercizi di stile, variazioni su tema. Ho proseguito faticosamente nella lettura spinta dal desiderio di ricredermi, e vi spiego perché: mio marito ha "ereditato" da sua nonna dei bellissimi libri e tra questi - tolti quelli di Shakespeare e Jane Auste confiscati, giustamente, da mia suocera - molti sono proprio di Thomas Hardy. Mio marito li ha letti tutti, non ne abbiamo parlato, ma suppongo che gli siano piaciuti, dato che li ha letti uno dopo l'altro. Per questo pensavo che potesse piacere anche a me questo autore, ma così non è stato.
Sono stata però premiata dalla mia costanza perché l'ultimo racconto ha risollevato le sorti del libro. Il titolo è Qualche figura d'altri tempi e, nella cornice di un viaggio in diligenza, racchiude piccoli e curati bozzetti che altro non sono che i racconti dei viaggiatori che informano degli aneddoti della vita del villaggio John Lackland, il giovane che ritorna al suo paese natale dopo una lunga assenza.
In questo racconto viene finalmente meno l'atmosfera cupa e angosciosa che domina tutto il libro, anche se in chiusura ci ricadiamo:

"Egli andò avanti, guardando qua un comignolo, là un vecchio muro, fino a che giunse al cimitero, dove entrò.
Le lapidi imbiancate dalla luna erano facili da decifrare; ed ora per la prima volta Lackland cominciò a sentirsi davvero in mezzo agli abitanti del villaggio che aveva lasciato dietro di sé trentacinque anni prima."

Thomas Hardy, Piccole ironie della vita, Sellerio, Palermo 2000.

giovedì 14 giugno 2012

Libri per bambini: generazioni a confronto

Ieri mi sono addentrata nell'ardua impresa di sistemare i libri dei miei bambini: ho svuotato la loro libreria (e già che c'ero l'ho spolverata), ho cercato di dividere i libri per formato, argomento, lingua (operazione solo parzialmente riuscita), ho incollato le pagine staccate e le copertine sgangherate, ho ripulito quelle appiccicose, li ho pure catalogati su Librarything. E poi li ho sfogliati.

Tra i libri dei nostri figli ce ne sono alcuni che erano appartenuti a me o a mio marito bambini e mi sono stupita di vedere la differenza tra questi e quelli di oggi: una vera evoluzione. 
Poi mi sono chiesta che cosa sarebbe stato di me se mi sono appassionata alla lettura già avendo a disposizione libri come questi 





se avessi potuto avere per le mani libri così belli, vari e variopinti come quelli che hanno a disposizione oggi i bambini. E mi sono riproposta di trasmettere questo amore ai miei figli, ai miei nipoti e ai figli degli amici, perché non si perdano questa grande opportunità.

martedì 12 giugno 2012

Nuove scoperte: Lavieri


Ho scoperto questa casa editrice girovagando per gli stand della Fiera del libro di Torino, era da un po' che volevo scriverne, ma ultimamente gli impegni e gli imprevisti si sono susseguiti a ritmo incalzante.

La casa editrice Lavieri nasce nel 2004 "in seguito ad azioni sconsiderate di Marcello e Rosa Lavieri", per citare dal loro stesso sito. Il loro catalogo si divide in tre settori principali: libri per bambini, fumetti e riproposte di testi di letteratura italiana e tedesca. 
Sono stata attirata a questo stand dalla bellezza dei libri esposti e sono rimasta affascinata dalla gentilezza delle persone che mi hanno accolto. Dei loro libri mi sono piaciuti i colori, i formati, i materiali, le immagini, i titoli e certamente le storie. Io mi sono concentrata sui libri per bambini e ne ho scelti due, uno per ogni figlio e fascia d'età, che voglio presentarvi qui.

Vorrei essere come. Il primo, Vorrei essere come... fa parte della collana "I gattini" e ha come protagonisti gli animali insoddisfatti del loro aspetto e invidiosi delle caratteristiche degli altri animali. Un altro libro sulla diversità, dunque, ma anche sul riconoscimento delle qualità di ognuno e sulla bellezza dell'eterogenità. E' un libro molto colorato, con disegni lineari in cui anche i bambini più piccoli possano riconoscere facilmente i vari animali e le loro caratteristiche.

 amico fantastico Il secondo, Un amico fantastico, della collana "I monelli", è adatto a bimbi un po' più grandi, direi a partire dai 3-4 anni. Ha delle illustrazioni fantastiche a piena pagina e brevi frasi che danno voce ai pensieri dei bambini, alle loro paure e ai loro desideri.
"Io ho un amico che mi viene a prendere a scuola quando piove e conosce la strada con le pozzanghere più grosse.
Il mio amico mi difende da quelli che mi rompono le scatole e se voglio se li mangia pure.
Ho un amico che, quando sono a scuola mi aiuta a sconfiggere i terribili mostri alieni.
E tu ce l'hai un amico fantastico?"
Noi qui in casa ne abbiamo una colonia... per tutte le fasce d'età (vedi qui).

Per finire vorrei mostrarvi questi semplici ma simpaticissimi segnalibri, come anticipazione di un post dedicato che sto preparando per voi:



venerdì 8 giugno 2012

Perché amo il romanzo: ve lo dico con Virginia

Virginia Woolf è fonte continua di riflessione e ispirazione e non smetto mai di stupirmi di trovare una così forte sintonia di sentire con lei. Speriamo che questo non mi porti fino a gettarmi in un fiume con le tasche piene di sassi...

Quando mi interrogo su una questione letteraria, spesso trovo nei suoi scritti le risposte migliori e questa che voglio riportare è la spiegazione del mio amore per la narrativa:

"In un romanzo c'è posto per la storia, per la commedia, per la tragedia, per la critica, l'informazione, la filosofia, la poesia. Qualcosa della sua attrattiva si trova nell'estensione della sua prospettiva e nella soddisfazione offerta a tanti diversi umori, desideri e istinti del lettore. Ma comunque il romanziere possa variare la sua scena e alterare i rapporti reciproci delle cose (...) un elemento rimane costante in tutti i romanzi, ed è l'elemento umano; i romanzi trattano delle persone, suscitano in noi i sentimenti che le persone suscitano in noi nella vita reale."

E questo è il romanzo come piace a me e tra le letture di quest'anno per il momento si accorda perfettamente con La casa degli spiriti:

"Così, invece di essere spronati non appena terminata l'ultima pagina a partire alla ricerca di qualcosa che contrasti e completi, quando abbiamo letto Orgoglio e pregiudizio sostiamo.
La pausa è il risultato di una soddisfazione che riporta la nostra mente su quello che abbiamo appena letto, piuttosto che farla proseguire verso qualcosa di nuovo."

(Virginia Woolf, Fasi della narrativa, 1929. In La signora dell'angolo di fronte, Il saggiatore, Milano 1979)

sabato 2 giugno 2012

Catalogo dei lettori - in elaborazione

Dopo avervi proposto il catalogo dei genitori, vorrei provare a stilare un catalogo dei lettori. Chi mi aiuta? 

Sto raccogliendo testimonianze qua e là e per ora ho trovato:

  • Il conquistatore. "Ora leggerò qualsiasi cosa sia stata scritta al mondo." (Punch in Kipling, Bee bee, pecora nera dai Racconti della vendetta e della memoria, Mondadori, Milano 1987.) Questa è la sensazione che ho provato in prima elementare quando ho imparato a leggere! Ero talmente stupita e felice, la lettura, intesa proprio come atto del leggere, mi sembrava una magia.
  • Il pragmatico. "Credo che la lettura mi sia necessaria, anzitutto perché mi impedisce di essere pago delle mie meditazioni, poi perché mi fa conoscere le indagini altrui, permettendomi di valutare i risultati e di integrarli con l'apporto del mio pensiero." (Seneca, Lettere a Lucilio, XI, 84) Per la serie, tutto fa brodo.
  • L'accogliente. "Un buon lettore è chi è disponibile a lasciarsi invadere dall'animo altrui attraverso la lettura." (Contini, Diligenza e voluttà, Mondadori, Milano 1989) ...mmm... non è che io voglia farmi invadere l'animo proprio da tutti quelli che leggo, avrei dei seri problemi di personalità multipla.

La lista è solo all'inizio, la aggiornerò man mano che mi capiteranno sotto gli occhi altri tipi di lettori, se voi ne avete per le mani altri, fatevi avanti e lasciate un commento.
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