mercoledì 14 novembre 2012

Dimmi con chi leggi e ti dirò... ovvero, uno sguardo ai gruppi di lettura

Alzi la mano chi fa parte di un gruppo di lettura.
...
Ok. Ora alzi la mano chi conosce un gruppo di lettura, e magari qualcuno che ne fa parte.
... va bene, qualcuno in più...

Sabato mattina sono stata a un convegno che si proponeva di riflettere sulla realtà dei gruppi di lettura. Ci sono stata con due amiche che fanno parte del gruppo di lettura del paese in cui abito. Eh sì, questo piccolo paese - che faccio fatica a chiamare "mio" - vanta un gruppo di lettura.
Sulla carta i gruppi di lettura in Italia sembrerebbero parecchi. Ma in questi giorni mi sono chiesta: quanti veramente li conoscono? Pensando alla mia cerchia di amici e parenti, sono abbastanza sicura di poter affermare che pochissimi ne conoscono l'esistenza e che nessuno - ecluse le due amiche di cui sopra e mia suocera, che però vive negli USA - ne fa parte.
Come la maggior parte dei fenomeni che girano intorno ai libri e alla lettura, anche questo pare esplosivo finché si rimane nel circuito, ma sembra quasi scomparire tra i "profani".
Ma tant'è. Gli addetti ai lavori ne hanno voluto fare un convegno (Ecco s'avanza uno strano lettore. Sabato 10 novembre 2012 - Biblioteca di Cologno Monzese) e io ho voluto parteciparvi.
Ho deciso di concentrarmi solo sugli aspetti positivi e di sorvolare su quelli negativi.
Due sono gli interventi che mi hanno particolarmente interessato: quello di Simonetta Bitasi, libraia e fondatrice e sostenitrice di numerosissimi gruppi di lettura, e quello di Luca Ferrieri, bibliotecario di Cologno Monzese e autore di un saggio, La lettura spiegata a chi non legge, che mi ripropongo di leggere prima o poi.
Simonetta Bitasi ha raccontato con piacevole brio e spigliatezza la sua esperienza con i gruppi di lettura, in qualità di fondatrice, osservatrice e partecipante. Interessanti e divertenti i suoi pro vs. contro.
Il gruppo di lettura è economico, è un'ottima scusa per uscire di casa, è un amplificatore di sensazioni e opinioni, e offre l'occasione di leggere libri che difficilmente si sarebbero scelti autonomamanete.
La base del gruppo di lettura è probabilmente la necessità di comunicare cosa si è letto, o almeno che si è letto. Perché, come dice Peter Bichsel "senza la comunicazione quotidiana cessano sia il leggere che lo scrivere".
Veniamo ora ai contro: il gruppo di lettura è altamente contagioso (può creare nuovi lettori), scardina le tue certezza, crea mostri ( mi piace ricordare l'esempio del camionista che partendo da zero arriva a leggere i grandi classici della letteratura e della filosofia).
Luca Ferrieri nel suo intervento ha posto l'accento sul concetto di lettura condivisa, da non confondersi con lettura collettiva. La lettura condivisa è valorizzazione della lettura privata, è difesa del proprio modo di leggere, della soggettività e dell'orgoglio del lettore. Mettere la lettura in comune siginifica anche esercitarsi a cambiare il proprio punto di vista, mettersi in discussione in un processo di scambio/dono attraverso cui la lettura si costruisce. In questo senso il gruppo di lettura espone l'intimità al pubblico, ma non la nega.

Per concludere in modo melodrammatico, il "messaggio di speranza" che voglio trarre da questa giornata e passare agli amici lettori è che non siamo soli. Da qualche parte c'è, e forse si nasconde, un lettore più disperato di noi che aspetta solo di essere scovato.

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