venerdì 8 giugno 2012

Perché amo il romanzo: ve lo dico con Virginia

Virginia Woolf è fonte continua di riflessione e ispirazione e non smetto mai di stupirmi di trovare una così forte sintonia di sentire con lei. Speriamo che questo non mi porti fino a gettarmi in un fiume con le tasche piene di sassi...

Quando mi interrogo su una questione letteraria, spesso trovo nei suoi scritti le risposte migliori e questa che voglio riportare è la spiegazione del mio amore per la narrativa:

"In un romanzo c'è posto per la storia, per la commedia, per la tragedia, per la critica, l'informazione, la filosofia, la poesia. Qualcosa della sua attrattiva si trova nell'estensione della sua prospettiva e nella soddisfazione offerta a tanti diversi umori, desideri e istinti del lettore. Ma comunque il romanziere possa variare la sua scena e alterare i rapporti reciproci delle cose (...) un elemento rimane costante in tutti i romanzi, ed è l'elemento umano; i romanzi trattano delle persone, suscitano in noi i sentimenti che le persone suscitano in noi nella vita reale."

E questo è il romanzo come piace a me e tra le letture di quest'anno per il momento si accorda perfettamente con La casa degli spiriti:

"Così, invece di essere spronati non appena terminata l'ultima pagina a partire alla ricerca di qualcosa che contrasti e completi, quando abbiamo letto Orgoglio e pregiudizio sostiamo.
La pausa è il risultato di una soddisfazione che riporta la nostra mente su quello che abbiamo appena letto, piuttosto che farla proseguire verso qualcosa di nuovo."

(Virginia Woolf, Fasi della narrativa, 1929. In La signora dell'angolo di fronte, Il saggiatore, Milano 1979)

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