lunedì 18 giugno 2012

Alice nel Paese delle meraviglie - Lewis Carroll

"... ma Alice si era così abituata ad aspettarsi soltanto cose straordinarie, che ormai le pareva assolutamente noioso e sciocco che la vita procedesse nel solito modo."

Lewis Carroll, Alice nel Paese delle meraviglie, La biblioteca di Repubblica, Roma 2011.

Finalmente ho letto Alice nel Paese delle meraviglie. Tutti lo conoscono per fama, grazie soprattutto al film Disney che - detto per inciso - trovo fatto molto bene, ma quanti lo hanno letto? Io, per prima, l'ho fatto solo ora. E' stata una lettura piacevole, non esaltante; il cartone animato mi piace molto di più, il film, invece, non l'ho visto.
Ho letto i primi capitoli ad alta voce e penso che questo libro si presti benissimo al racconto orale. Infatti pare che sia nato proprio per accontentare la richiesta di una bambina che reclamava una storia dal suo precettore. La storia riuscì così bene che il reverendo Dodgson (alias Lewis Carroll) decise di metterla per iscritto.
Leggendo il racconto ad alta voce si entra meglio nel ritmo della storia e le immagini evocate si materializzano con più vivezza; penso che sia quello che accade ai bimbi quando si racconta loro una favola, riescono a vedere quello che noi leggiamo.
Non starò a ripetere le vicende che tutti conoscono né mi voglio soffermare sul trito tema del sogno, vorrei solo che questo libretto fosse un invito a vedere il lato magico e incantato della realtà di tutti i giorni, un invito a  correre il rischio di seguire il coniglio bianco, di tanto in tanto.



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