lunedì 14 maggio 2012

Bilinguismo mon amour

Sabato sono stata a Torino al Salone Internazionale del Libro, a sentire Amitav Gosh.
Vedere questo scrittore mi ha suscitato un grande senso di rispetto, ma anche di tenerezza, oltre che una gran voglia di leggere i suoi due ultimi romanzi, Un mare di papaveri e Il fiume dell'oppio
Ma è soprattutto quello che ha detto sulla lingua che mi è rimasto nel cuore e che mi sono portata a casa con somma gioia e speranza.
Amitav Gosh nelle biografie correnti è definito uno scrittore anglo-indiano, lui preferisce definirsi uno scrittore indiano che scrive in inglese. Chi ha dimestichezza con l'autore sa che spesso nei suoi romanzi si incontrano parole in bengalese, la sua lingua madre, e alla richiesta di spiegare come convivono le due lingue nella sua opera di scrittore, Gosh ha risposto:
"Language is not a house, it's a river that carries you on", la lingua non è una casa che ti racchiude e ti contiene, ma un fiume che ti porta con sè. E ancora che "the world is too closly connected" per fare delle separazioni.
E' questo che vorrei trasmettere ai miei figli, bilingui e "bi-cultura" dalla nascita, in un Paese in cui la diversità è ancora troppo un'eccezione e un bambino che ai girdini pubblici parla in inglese è additato come esotico.

1 commento:

  1. Credo che siamo rimasti oramai l'unico paese a considerare il bilinguismo ancora come un tratto esotico, piuttosto che un'ovvietà.
    Speriamo che per i nostri figli sarà diverso. Se non ai giardini pubblici, almeno nel mondo del lavoro..

    RispondiElimina

e tu cosa ne pensi?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...