venerdì 20 aprile 2012

Alla ricerca del senso materno

Come mamma sto attraversando giorni piuttosto difficili e così oggi, invece di fare le programmate faccende domestiche, ho deciso di fermarmi un attimo a pensare. Mi è venuto in mente il libro di Erri De Luca, In nome della madre. Mi era stato regalato dalla parrocchia in occasione del battesimo del mio primo figlio e recentemente ne ho acquistato una copia per un'amica futura mamma. Me lo ricordavo poetico e vero, e così l'ho ritrovato nella rilettura. 
Ora mi chiedo: come ha fatto l'autore, un uomo, a sentire così a fondo l'esperienza della gravidanza e della maternità? Non so rispondermi ed è una domanda che rivolgerei volentieri all'autore se ne avessi l'occasione.
Quella che De Luca ci racconta è la maternità di Miriàm/Maria, sposa vergine, incinta di un vento annunciatore. Una gravidanza speciale, quindi? Speciale come è l'esperienza della maternità per ogni donna, sembra dire De Luca, o almeno è così che io ho voluto leggerlo.

E questo è per mio figlio:

"Dormi? Sì, dormi, non ascoltare tua madre infuriata contro se stessa, afferrata alla gola da un terrore. Dormi, respira sazio, cresci, ma poco, lentamente, vivi, ma di nascosto. Aspetto il tuo primo sorriso per coprirlo, che non abbagli il mondo e ti denunci. Dormi, domani vedrai la prima luce della tua vita e avrai di fianco la tua prima ombra. Dentro di me non ne facevi. Dormi, sogna che sei ancora lì, che la tua vita ha ancora il mio indirizzo. In sogno ci potrai tornare sempre.

Che vuoto mi hai lasciato, che spazio inutile dentro di  me deve imparare a chiudersi. Il mio corpo ha perso il centro, da adesso in poi noi siamo due staccati, che possono abbracciarsi e mai tornare una persona sola."

Erri De Luca, In nome della madre, Feltrinelli, Milano 2006.



1 commento:

  1. Mi fai venire in mente quello che mi aveva detto l'ostetrica del corso pre-parto: il travaglio segue lo stesso meccanismo del rigetto nei trapianti.
    Ho sempre pensato, da allora, che l'indipendenza di mio figlio cominciava proprio lì, nel respirare da solo, nel rifiutare il mio corpo, nel voler vivere da solo. Anche il mio corpo ha perso il centro,e se ne sta cercando uno nuovo :)

    RispondiElimina

e tu cosa ne pensi?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...