lunedì 19 marzo 2012

Ibsen, o perché non ho ancora un autore preferito

Dopo diversi anni come lettrice accanita non ho ancora un autore preferito, ma solo libri che ho molto amato in determinati periodi della mia vita. Questo spesso mi mette in imbarazzo perché quando si parla di lettura una delle prime domande che ti vengono rivolte è: "Qual è il tuo libro, o il tuo autore, preferito?". Di solito mi trovo a rispondere con un elenco, accolto con un po' di insofferenza dall'incauto inquisitore, o con il nome del più recente amore, quando non ho voglia di addentrarmi in una discussione che immagino non interesserebbe a entrambi.
Io ci provo ad avere un autore preferito, uno che mi toglierebbe da ogni imbarazzo e che potrei mettere senza rimpianti per gli altri in cima alla lista, ma non ce la faccio.
Eppure nella vita privata sono fedele e tendente ai rapporti elitari: fervente sostenitrice della monogamia, conservo amicizie di lunghissima data e seleziono accuratamente le nuove. In due soli campi i miei affetti diventano molteplici e irriducibili: i figli e i libri.
Come non posso scegliere quale dei miei figli amare di più, così non posso stabilire quale è il mio libro o il mio autore preferito.
Quando mi capita di leggere un libro che mi piace particolarmente cerco di ripetere l'esperienza con le altre opere dello stesso autore, ma spesso rimango delusa.
E' quello che la scorsa settimana mi è capitato con Ibsen. Dopo la scoperta di Casa di bambola, ho deciso di leggere le altre pièces e mi sono procurata qualche saggio sull'autore. Ho letto L'anitra selvatica e Gli spettri: uno peggio dell'altro. Due drammi a tema, noiosissimi, che nulla hanno a che spartire con la vivacità della prima pièce. E pensare che Gli spettri hanno anche avuto una discreta fortuna scenica.
Ora proverò a vedere che cosa ne dice la critica; intanto anche questa volta ho fatto un buco nell'acqua.
Ci vorrei riprovare con la Allende, ma già mi sono arrivate voci che indeboliscono le mie speranze.
Fino ad oggi quelli che hanno resistito sono stati i grandi classici: Shakespeare, Dickens, Dostoevskij, la Woolf per i saggi. Nessuno, comunque, ha l'esclusiva.
Io continuo a cercare.

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