venerdì 2 marzo 2012

Art - Yasmina Reza

Dopo averne tanto parlato, mi è stato consegnato in prestito da una cara amica con queste parole: "Questo è come Il giovane Holden o si ama o si odia". Uomo avvisato...
Art è per lei quello che è per me La cantatrice chauve: un unicum, un caso isolato, un colpo di fulmine. Quel testo che occupa un posto speciale nella tua biblioteca, che ogni tanto vai a rileggere, che ti ha sorpreso e ti è entrato talmente nelle corde da diventare un po' tuo. Magari è anche un genere di testo che non rientra nel tuo abituale registro, che non ti aspettavi ti sarebbe piaciuto. Da allora ritenti la fortuna accostandoti ad altri suoi simili, ma senza rinnovare quell'esperienza.
Prima o poi vi parlerò anche della cantatrice, ma mi ci vuole tempo. Faccio fatica a parlare di questo testo, un po' come si fa fatica a parlare dei propri sentimenti più intimi. Eppure di intimo non ha proprio nulla. Intanto chi ha voglia lo legga o, se ne ha la possibilità, ne guardi una rappresentazione.

In ogni caso si parla di due testi per il teatro, scritti entrambi in francese da autori che hanno origini uno rumene, l'altra iraniane e ungheresi.
Sintetizzando all'osso, Art è la storia dell'amicizia tra tre uomini e di un quadro bianco con linee bianche. E tutto nasce da questo quadro e ruota intorno ad esso, perché tutto dipende da cosa ci si vede in questo bianco. 
Io l'ho letto con molto impegno e serietà, ma per me il quadro è rimasto bianco. Eppure non volevo arrendermi e mi sono ricordata di una delle prime battute di Serge: 
"Tu n'es pas bien là. Regarde-le d'ici. Tu aperçois les lignes?"
Certo! Il mio punto di vista non era quello giusto. Questa è una pièce e allora bisogna vederla e ascoltarla. Mi sono buttata su youtube alla ricerca di qualche stralcio e si è compiuta la magia! Il quadro è rimasto bianco, ma il testo ha preso tutte le sfumature dell'arcobaleno.

Art è stato rappresentato il 28 ottobre 1994 alla Comédie des Champs-Elysées di Parigi da Pierre Vaneck, Fabrice Luchini e Pierre Arditi. La gara tra i tre è durissima.
A quanto mi raccontano, le versioni italiane non sono un granché. Peccato.

(Art, Yasmina Reza, Actes Sud - Papiers, 1994)

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