venerdì 17 febbraio 2012

Il mio amico immaginario si chiama Virginia. E il tuo?

Pobby e Dingan di Ben Rice

Pobby e Dingan sono scomparsi, o forse morti, lasciando la loro piccola amica Kellyanne Williamson in preda a uno sconforto così profondo da farla ammalare. Kellyanne non vuole più mangiare, non esce più di casa, parla pochissimo e diventa sempre più debole e più pallida.
I medici chiamati a visitarla annunciano alla famiglia la necessità di un ricovero in ospedale, ma Ashmal, il fratello di Kellyanne, intuisce che non sarà l'ospedale a far guarire la sorella.
Grazie all'iniziativa di Ashmal, tutta la città di Lightining Ridge si mobilita alla ricerca di Pobby e Dingan avendo a disposizione questi unici indizi: "immaginari e silenziosi".
Sarà impossibile ingannare Kellyanne: lei i suoi amici immaginari li conosce molto bene e smaschererà tutti i tentativi di quanti pensavano di sbrigare facilmente la faccenda.
E' sempre Ashmal che riesce ad aiutare la sua sorella "suonata" a ritrovare i suoi amici, e tutta la sua famiglia di nostalgici e sognatori a continuare a credere in se stessi e a inseguire i propri sogni.

Gli amici immaginari non sono solo roba da bambini.
C'è chi si sveglia ogni mattina e si butta nella vita sempre di corsa per non perdere il treno, per arrivare primo, per affermarsi in società; e c'è chi vive tutta la vita inseguendo un sogno, chi si muove nella quotidianità con la leggerezza di una fata, chi passeggia guardando il cielo e fischiettando, chi si ferma a osservare un fiore o a giocare con un bambino.
C'è chi dice che i sogni non si avverano e che i folletti non esistono, e chi, invece, in fondo ci crede ancora.


5 commenti:

  1. ma lo sai che una delle letture sotto le stelle di noi di libriamoci è stata proprio Pobby e Dingan? un libro che amo moltissimo, il cui significato è racchiuso nell'ultima frase che ho voluto leggere io. ovviamente.

    maria

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    1. lo so ed è per quello che l'ho letto. purtroppo all'epoca della lettura non vi conoscevo ancora.
      siete sempre una fonte di ispirazione.

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    2. Maria, ora non ho qui con me il libro, se ne hai voglia, scrivila tu qui nei commenti l'ultima frase.

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  2. eccola!

    "E il resto del mondo crede che siamo tutti matti da legare, ma per quello che mi interessa possono pulirsi il didietro con quello che credono. Perchè matti sono loro, che non sanno cosa significa credere in qualcosa che non si vede, o continuare a cercare qualcosa di paurosamente diffcile da trovare"

    maria

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e tu cosa ne pensi?

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